venerdì 24 aprile 2026

3 anni in una pagina: facciamo il punto sulla delibera “Salvare l’Acqua per Salvare il Futuro”

 
 

Riveviamo e condividiamo il comunicato del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino  

La proposta di delibera di iniziativa popolare “Salvare l’acqua per salvare il futuro”, presentata ormai 3 anni fa dal Comitato Acqua Pubblica Torino insieme ad altre associazioni e comitati, richiede che la tariffa dell’acqua sia equa e sostenibile anche per il cittadino e non solo per il gestore. 
Rivendicazione necessaria perché la tariffa è diventata negli anni sempre più alta dato che ARERA, l’autorità nazionale che determina le regole tariffarie, consente di inserire in tariffa voci che esulano dal principio della copertura totale dei costi di gestione e di investimento previsto dalle leggi nazionali ed europee, quali:
 
·     la morosità, calcolata non sul peso effettivo degli utenti morosi ma come percentuale fissa sul fatturato;
·     gli oneri finanziari, che non riguardano il costo dei finanziamenti ma servono a garantire al gestore la remunerazione del capitale investito;
·     il conguaglio, ovvero il recupero dei mancati incassi derivanti dalla differenza tra il consumo preventivato e quello reale.

In questi 3 anni abbiamo presentato diverse volte le nostre ragioni ai consiglieri comunali, e recentemente anche ai vertici SMAT S.p.A e ATO3 (Autorità d’ambito torinese). 
Dall'incontro è emerso che i tecnici SMAT e ATO sono concentrati sul raccogliere quante più risorse economiche possibili per mantenere la stabilità dell'azienda anche in vista di eventuali crisi future (crisi non meglio identificate, dato che SMAT spa è riuscita a fare alti utili anche nell’infausto periodo del Covid). Loro ritengono quindi gli aumenti assolutamente necessari ma concordano sul fatto che tocca agli enti locali, in sede ATO, stabilire le linee guida.

Questo è un passaggio importantissimo perché finora eravamo stati ignorati quando dicevamo ai consiglieri comunali che la modulazione della tariffa dipende dalla loro volontà politica.
 
Sosteniamo quindi con forza la richiesta al comune di Torino di inserire tra i complicati algoritmi di ARERA la variabile S: sociale!
 
Se l'acqua è un Bene Comune da gestire senza scopo di lucro, la tariffa deve rispecchiare questo principio e tocca al Consiglio comunale indicare al sindaco o al suo delegato in ATO di portare in quella sede questo tipo di indirizzo.
L’alto livello delle tariffe dell'acqua non è una calamità divina (o imputabile solo ad ARERA) ma è una scelta politica.

Consiglier*, ora sta a voi decidere se accogliere o ignorare le istanze espresse dalla cittadinanza torinese.
 
Torino, 22 aprile 2026