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03 maggio 2026

TORINO: LA RACCONTIAMO NOI


 



Il video è una risposta - ironica e provocatoria - a quello del Comune, peraltro pagato profumatamente,  che continua a mostrare una città che esiste solo nelle fiabe, o nell'immaginario di alcuni politici. 

La città reale, quella che le persone conoscono, perchè ci vivono, lavorano - sempre meno e sempre peggio, purtroppo - perchè ne utilizzano i servizi - che funzionano male, perchè ci sono meno risorse disponibili e molte di queste vengono impiegate per dare lustro ai cosidetti grandi eventi - si avvicina molto a quella di queste immagini, anche se naturalmente il nostro video è volutamente esagerato, e naturalmente parziale. 

Ricordiamoci che la campagna per il city branding costa 400.000 euro, e che il Comune di Torino ormai ha collezionato più city branding che buche nelle strade. Siamo proprio sicuri che quella cifra non potesse essere investita diversamente? 

l turismo, a differenza di quello che viene sbandierato, porta poche entrate dirette per il Comune, ma lavoro precario e spesso sottopagato nella filiera dell'ospitalità, che brilla per elusione fiscale e che geograficamente coincide con la Torino dei sogni di Lo Russo. 
I grandi eventi sono fuochi d'artificio, buoni per un selfie per dimostrare di essere stato vicino alla star di turno. 

 La cultura, invece, è formazione, biblioteche, laboratori, musei e spettacoli dove potere crescere, informarsi, acquisire competenze e quindi capacità di scelte e di critiche. Ma forse è proprio questo che Lor Signori non desiderano... 

29 aprile 2026

PRIMO MAGGIO DI LOTTA: PER IL LAVORO CONTRO LE GUERRE!



Saremo in piazza il Primo Maggio perché a Torino e in tutta Italia il lavoro non è mai stato così sfruttato e mal pagato e perché le Istituzioni, Comune compreso, intervengano attivamente per cambiare questa situazione. 

Perché le aziende ed anche gli enti pubblici smettano di sfruttare i lavorator@ attraverso gli appalti ed assumano direttamente. Specialmente nei servizi pubblici dove lavoro buono equivale a servizio buono.

Perché il nostro territorio non sia regalato alla speculazione edilizia, le aziende in crisi vengano riconvertite alla mobilità sostenibile e pubblica, alle tecnologie compatibili e non si finanzino con soldi pubblici i produttori di armi.

Perché i diritti e in particolare quello ad un giusto salario, valgano per tutti e tutte, senza distinzione di contratto, di sesso, di etnia, di età. 

Per impedire che siano i lavorator@ a pagare le conseguenze delle guerre volute da Usa e Israele e sostenute dai governi europei.

Per un mondo solidale, a misura di donne, uomini, bambini !