31 maggio 2026

Più soldi per gli eventi, meno soldi per gli utenti



Ecco qual è la prospettiva secondo Lo Russo e il suo assessore Carretta, di cui Corriere della Sera edizione Torino di oggi riporta a fine articolo le dichiarazioni: il turismo deve generare ricadute economiche ma anche sociali e culturali, in una più ampia trasformazione del territorio anche tramite il piano regolatore, con l'obiettivo dichiarato di costruire un'identità sempre più forte, mica fuffa... 

Intanto per fare questa cosa il Comune ha rinunciato a 18 mila euro di entrate per l'occupazione del suolo pubblico e una cifra neppure dichiarata negli atti ufficiali per l'uso gratuito delle strutture economali, transenne soprattutto. A cui vanno aggiunti i costi per la gestione dell'ordine pubblico - che per il Comune significa utilizzo di Vigili Urbani a profusione in centro, e quasi assenza totale nelle altre parti della città - visto che piazza Castello e dintorni erano chiusi  dal primo pomeriggio. 

E che dire del contenuto del grande evento? Direttamente dal sito di Radio Kiss Kiss apprendiamo che si sono esibiti sul main stage Annalisa, Arisa, Clara, Delia, Ditonellapiaga, Ermal Meta, Frah Quintale, Francesco Gabbani, Gabry Ponte, Gaia, Irama, J-ax, Levante, Paola Iezzi,, Rosa Chemical, Serena Brancale, SKT. Tutti artisti molto conosciuti a livello televisivo, i cui live economicamente si sosterrebbero da soli, come capita di solito. Ma a Torino, no! Non sia mai che il Comune impedisca a 10.000 persone  su 900.000 abitanti (e non si sa quanti arrivino da più lontano di Pianezza o Trofarello) di assistere a un evento di tale caratura internazionale!.

Non mettiamo in discussione il fatto che il 90% dei 607 esercizi ricettivi (dati del 2025) fossero pieni, ma tenendo presente anche l'altro evento che si svolgeva all'Allianz Stadium, sarebbe interessante chiedersi quanti fossero i turisti puri e quante persone si trovassero a Torino perchè coinvolte nella produzione dei mega eventi.

Certo ci viene il dubbio che se gli organizzatori avessero dovuto pagare quei 18 mila euro e i costi di gestione della piazza non sarebbero venuti a Torino. 
I grandi eventi funzionano perché il Comune ci mette dei soldi direttamente o rinuncia a incassarne, ma qual è il ritorno al Comune di Torino del turismo? Cosa ne guadagnano gli abitanti di Mirafiori, Parella o la Barca, per non citare la solita Barriera di Milano? Solo qualche stipendio precario e basso di baristi camerieri e personale che pulisce gli hotel? Sono almeno stati organizzati incontri tra gli artisti e gli studenti di quei quartieri. Quanti di loro avranno mangiato dove mangiano  i residenti di quei quartieri, quanti avranno vissuto  i quartieri insieme agli abitanti.?

Forse nei quartieri centrali ci guadagnano i proprietari di case che affittano tramite booking, il solito meccanismo che premia la proprietà e non il lavoro e i ristoranti e i bar, che ormai appartengono a società?


 

27 maggio 2026

Torino 2027 aderisce allo sciopero generale contro la guerra, contro la svolta belligerante dell’Europa che si attrezza per la prossime guerre.


 

Torino 2027 aderisce allo sciopero generale contro la guerra, contro la svolta belligerante dell’Europa che si attrezza per la prossime guerre. Una guerra voluta dai governi occidentali ma pagata dai cittadini e dai lavoratori che vedono peggiorare, giorno dopo giorno, le loro condizioni di vita.

Della guerra fanno le spese i popoli, mentre le èlite fanno affari e le industrie degli armamenti vedono crescere i loro guadagni sempre più sporchi del sangue di centinaia di migliaia di di esseri umani, in prevalenza vittime civili, come continuiamo a vedere in Palestina, Libano e in altri conflitti in cui la mano occidentale non manca mai.

Saremo dunque in piazza e aderiamo alla fiaccolata, chiamata da Torino Per Gaza, che concluderà questa giornata di lotta, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali di base, riconoscendoci nell’attivismo delle molte persone impegnate nella lotta contro il genocidio del popolo palestinese e l’attacco al Libano e all’Iran. 



Ribadiamo l’opposizione a politiche volte allo smantellamento dei diritti e delle garanzie sociali
, previste dalla nostra costituzione, messe in atto dai governi di ogni colore e in particolare dell’attuale governo che emana leggi che non hanno lo scopo di proteggere i cittadini, ma al contrario, di zittire le voci del dissenso profondo che dilaga nel nostro Paese per il disinteresse mostrato verso le atrocità genocidarie dell’entità Sionista in Palestina.

21 maggio 2026

TORINO 2027 ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE REGIONALE PER LA SANITA’ PUBBLICA DI SABATO 23 MAGGIO

 


Il “Comitato per il diritto alla tutela della salute e delle cure” ha indetto per sabato 23 maggio una manifestazione regionale in difesa della sanità pubblica.

Condividiamo gli obiettivi e le denunce (dalle liste d’attesa infinite, alla grave carenza di personale sanitario) che stanno alla base della manifestazione: anche per noi il tema centrale è il contrasto alla privatizzazione strisciante della sanità; condividiamo quindi in modo particolare uno degli slogan della manifestazione: “Quando tutto sarà privato, saremo privat* di tutto!”

La sanità pubblica in Piemonte versa in una grave situazione: i servizi arretrano, mentre mancano impegni precisi di intervento da parte della Regione; la medicina territoriale stenta a partire, malgrado la disponibilità dei fondi del PNRR; l’attività di prevenzione non viene seriamente presa in considerazione.

La risposta della Regione, di fronte a questa crisi, è a dir poco inefficace e insufficiente. Occorre quindi affermare e costruire un’alternativa, finalizzata alla difesa e al rilancio dell’universalità del diritto alla salute, alla prevenzione, alle cure.

Torino 2027 dà quindi la propria adesione alla manifestazione di sabato 23 maggio, per riaffermare:

• la necessità di aumentare le risorse per la sanità pubblica, sottraendole alla scellerata corsa al riarmo
• la necessità di una programmazione sanitaria basata sulla trasparenza e sulla partecipazione della cittadinanza, con adeguato sostegno alle politiche di prevenzione
• il sostegno alle iniziative in difesa della sanità pubblica, avendo però ben chiara la nostra opposizione verso la sanità integrativa, che intacca l’universalità e prepara la privatizzazione dei servizi
• la nostra netta opposizione alle pre-intese con le Regioni (compreso il Piemonte) sull’autonomia differenziata, che prefigurano anch’esse la fine del diritto universale alla salute e l’avvento dell’egemonia del privato.

Sulla base di questi contenuti Torino 2027 sarà in piazza sabato 23 maggio, al fianco della cittadinanza e di lavoratrici e lavoratori  della sanità piemontese

20 maggio 2026

SCRIVIAMO UN MILIONE DI OSSERVAZIONI PER RENDERE PUBBLICO IL NUOVO PIANO REGOLATORE!


Torino 2027 vuole una città pubblica, per i bisogni delle persone che la abitano, mentre il prossimo nuovo piano regolatore  mette al centro i desideri del mercato immobiliare, togliendo vincoli agli usi che si possono fare dei terreni e delle aree affinché diventi economicamente conveniente realizzare nuovi costruzioni e nuove aree residenziali. 

Con il rischio per Torino di finire come a Milano, città esplicitamente presa a modello dal sindaco Lo Russo, nonostante le note vicende che, tra gli altri, vedono coinvolto in inchieste per reati edilizi   l'Assessore all'urbanistica Mazzoleni, con una città che si svilupperà per chi ha soldi da investire e lascerà sempre più ai margini chi la abita, con un maggior numero di persone che la useranno ma senza che siano però previsti i servizi in più che servirebbero per soddisfare le loro  aumentate necessità.

Significativo che Lo Russo abbia ringraziato la multinazionale Bloomberg per aver "adottato" Torino, contribuendo in modo decisivo alla formulazione del Prg. Una chiara scelta da parte dell'amministrazione: si sta con i grandi interessi speculativi! 
E i cittadini? La stesura del piano è avvenuta dopo un loro finto ascolto, in assemblee nelle quali non è stato raccontato dal Comune quello che sarebbe successo con il nuovo piano, che dopo l'approvazione nel mese di marzo da parte del Consiglio comunale è giaciuto semi nascosto sul sito internet del comune nonostante fossero iniziati a decorrere 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni dei cittadini finalizzate a proporre di modificare il documento.

Non è stata pubblicizzata e resa facilmente consultabile l'imponente ma importante documentazione che lo forma, non sono state fatte dal Sindaco e dall'Assessore all'urbanistica assemblee con i cittadini per spiegargliela e consentire loro di  produrre poi osservazioni come prevede la legge

L'assemblea Un altro piano per Torino che segue da anni criticandole manovre e  atti che hanno portato alla riscrittura del piano,  ha elaborato alcune ipotesi di osservazioni su questioni di interesse pubblico per opporre resistenza ai meccanismi previsti dal nuovo piano regolatore che liberalizzano le scelte urbanistiche e le mettono in mano al mercato, affinché attivist" e cittadin* possano presentarle entro venerdì 22 maggio

La procedura da seguire è opaca, per usare un eufemismo, come scrivevamo già lo scorso 8 maggio: solamente tramite il sito internet del comune e purtroppo con l'obbligo di utilizzare lo spid o la carta d'identità elettronica per registrarsi, modalità che sembrano volutamente disincentivare la partecipazione della cittadinanza

Torino 2027 ritiene importante che i cittadini e le cittadinane possano esprimersi formalmente anche tramite la presentazione di osservazioni, che dovranno poi essere valutate dall'amministrazione comunale dandone conto al momento di approvare il piano regolatore definitivo: e quindi invita ad approfittare dell'occasione utilizzando le indicazioni e le osservazioni proposte dall'assemblea Un altro piano per Torino, che si trovano sul loro blog al questo link: https://apto.noblogs.org/post/2026/05/19/testi-e-guida-per-la-presentazione-di-osservazioni-al-progetto-preliminare-del-piano-regolatore-di-torino/

Dovrà poi essere impegno comune di tutt* coloro che vogliono Torino una città pubblica e non dei privati e del mercato continuare a seguire in modo attento e critico la procedura di approvazione del piano regolatore e intervenire sulle decisioni che la Giunta e il consiglio comunale di Torino prenderanno nei prossimi mesi.

16 maggio 2026

Il Comune di Torino condannato perché non eroga gli aiuti previsti dalle leggi nazionali per le persone in difficoltà ricoverate nelle RSA e nonostante questo continua, anzi fa peggio

 


“In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per valorizzare il ruolo cruciale della famiglia come nucleo fondamentale della società, l’Unione per la promozione sociale OdV, organizzazione di volontariato che fa parte del Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base, ha inviato una formale segnalazione ad Autorità di garanzia locali e nazionali in merito alla consolidata pratica adottata dai Servizi sociali del Comune di Torino che negano l’integrazione della retta alberghiera secondo parametri ISEE (gli unici da adottare, uniformi a livello nazionale) e propongono invece agli utenti la concessione di un prestito annuale (eventualmente reiterabile), a fronte di garanzie economiche da parte del beneficiario e dei suoi parenti, con l’impegno della casa.”

Così inizia il comunicato dell’Unione di Promozione Sociale, che segnala al Ministero delle politiche sociali, al Difensore civico regionale e al Garante nazionale delle persone con disabilità la pratica del Comune di Torino di negare l’integrazione della retta alberghiera delle persone ricoverate in RSA, dovuta sulla base del reddito ISEE calcolato secondo i parametri stabiliti dalle leggi nazionali sostituendola con un prestito concesso chiedendo a garanzia l’immobile delle persone medesime. 

Il Comune di Torino aveva  visto a fine febbraio 2026 annullato dal TAR il suo regolamento, approvato dal Consiglio Comunale nel 2012, che modificando in senso peggiorativo i parametri per il calcolo dell’ISEE necessario per accedere al sussidio previsti delle leggi nazionali sui Livelli Essenziali di Assistenza (motivo dell’annullamento), ha permesso all’ente di risparmiare sulle spese per assistenza per 14 anni. Contro questa sentenza, che vale per tutti e non solo chi aveva presentato ricorso, una persona non autosufficiente  a cui era stato negato il sostegno nonostante condizioni economiche, il Comune ha deciso di ricorrere. Nel frattempo però, denuncia Unione di promozione sociale, i servizi sociali continuano a negare l’integrazione della retta secondo i parametri ISEE nazionali e “propongono invece agli utenti la concessione di un prestito annuale (eventualmente reiterabile), a fronte di garanzie economiche da parte del beneficiario e dei suoi parenti, con l’impegno della casa.” per poter pagare loro direttamente.

Riteniamo che si tratti di pratiche e comportamente inammissibili, specialmente per amministrazioni che si dicono di centro-sinistra (quelle che hanno adottato il regolamento e quelle che lo fino a oggi hanno applicato) e che la situazione deve essere portata a conoscenza di tutti i soggetti i quali possono intervenire, a partire dal Consiglio Comunale, per farla terminare e fare applicare, invece, quanto perlomeno previsto dalle leggi nazionali, già di per sé poco incisive, per aiutare chi si trova in condizioni di difficoltà e fragilità.

NON E' QUESTO IL COMUNE CHE VOGLIAMO!!! 

13 maggio 2026

Lettera aperta di docenti del Politecnico contro la ricerca universitaria di natura militare




Il rifiuto della guerra e della sua economia - come prospettive per la Torino del futuro e alternativa alla deindustrializzazione avvenuta e ancora in corso - è parte integrante dei valori sulla cui base si è costituito il percorso Torino 2027

La scelta del Comune di Torino di individuare nel nuovo piano regolatore un'area di trasformazione dedicata al progetto della Città dell'aerospazio (nome che punta a nascondere la componente bellica invece presente al suo interno) va invece proprio in quella direzione.  Nel progetto -  sostenuto tra gli altri da Leonardo, azienda controllata pubblica impegnata anche nell'industria bellica -  troverà spazio anche l'incubatore di start up della NATO denominato DIANA e vede coinvolto il Politecnico

Per questo motivo non possiamo che condividere e sostenere la scelta fatta da un gruppo di docenti del Politecnico medesimo, resa pubblica nei giorni scorsi, di dissociarsi dalla decisione presa dagli organismi  direttivi dell'Ateneo di consentire la presenza al suo interno di progetti di ricerca, per conto di privati o enti pubblici, anche a uso militare benché con alcune parziali limitazioni, ritenendoli non compatibili con le finalità dell'università pubblica sancite dalla costituzione.

Si tratta di una presa di posizione coraggiosa, dati gli interessi in gioco, anche interni al Politecnico medesimo, che il percorso Torino 2027 condivide pienamente e sostiene.  

Qui di seguito il link alla lettera aperta dei docenti: https://politecnicofuturo.it/2026/05/08/sulla-guerra-che-fare/

09 maggio 2026

Percorso Torino 2027 aderisce al presidio di solidarietà con la Global Sumud Flottilla



Dopo aver illegalmente sequestrato in acque internazionali la Global Sumud Flottilla, in navigazione verso Gaza, la mobilitazione internazionale ha costretto il governo israeliano a scarcerare, in attesa di espulsione, Thiago Avila e Saif Abukesheck, i due naviganti della Flottilla trattenuti a forza, per giorni, in Israele.

Per nulla piegata, la Flottilla è ora nuovamente in navigazione verso Gaza.

La mobilitazione deve continuare: occorre rilanciare un vasto movimento di solidarietà con Gaza, dove la situazione umanitaria peggiora ogni giorno di più, nelle pieghe di una tregua sempre più falsa. Occorre, insieme, proseguire la lotta contro le guerre e le invasioni illegali (dall’Iran al Libano, dal Venezuela alle minacce contro Cuba), condotte senza sosta dagli USA con Trump e da Israele con Nethanyahu,

Come ci ha ricordato in questi giorni la RSU FIOM dello stabilimento Leonardo di Caselle, occorre schierarsi al fianco della Global Sumud Flottilla, “contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi”, perchè l’economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui, e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. Occorre ascoltare il loro appello, quando dicono che lo sciopero generale sarebbe un utile strumento contro la complicità e l’indifferenza

Come Percorso Torino 2027 aderiamo convintamente al presidio di solidarietà con la Global Sumud Flottilla, convocato da Torino per Gaza con Global Sumud Flottilla per lunedì 11 maggio alle 14 davanti al Comune di Torino.

- Per dare un senso di realtà e concretezza al gemellaggio della città di Torino con Gaza. 
- Per chiedere al Comune di Torino di prendere posizione contro la politica criminale di Israele. 
- Per ricordare al sindaco Lo Russo che non basta partecipare a qualche evento per apparire “pacifisti”, ma che occorre invece impegnarsi ogni giorno per impedire la trasformazione dell’economia torinese in economia di guerra. 
- Per chiedere quindi all’Amministrazione di interrompere immediatamente il proprio sostegno al progetto di costruzione, attraverso la Città dell’Aerospazio, di un vero e proprio polo bellico nel cuore di Torino. 

08 maggio 2026

IL PIANO VA VELOCE. MA SENZA I CITTADINI.



Ennesimo incontro riservato ai portatori di interesse economici - che nel gergo del potere adesso si chiamano stakeholder - sul nuovo Piano Regolatore di Torino, che è stato presentato il 7 maggio dall’assessore Mazzoleni all’Unione Industriale. 

Come riportato da alcuni organi di stampa - su la Stampa in particolare - sebbene tutti gli intervenuti abbiano condiviso le linee generali del nuovo PRG, tuttavia non sono mancate neppure dagli addetti ai lavori -  architetti, geometri, ingegneri, agenti immobiliari, industriali e costruttori - osservazioni su trasporti che mancano per attirare investimenti, dubbi sulla nuova leva della perequazione, incognite sul controllo dell’Amministrazione sulle trasformazioni urbane future.

E i “normali” cittadini?  Prego, mettersi in coda: i cittadini possono attendere!” (così come attendono comunemente tram e autobus:, mezzi certamente non utilizzati dagli investitori cui l’assessore Mazzoleni strizza l’occhio prospettando loro le magnifiche sorti e progressive della Torino di domani).
L’Amministrazione Civica dimostra sempre più di concepire il nuovo PRG soprattutto come relazione con i soggetti economici che si intendono coinvolgere e sempre meno come (ri)disegno della città rivolto alla cittadinanza. 

Le parole prevalenti sono investimenti, privato, messa a valore. Non una parola sulla città degli ultimi, su servizi per la cittadinanza, sulla città tra le più inquinate d’Europa.

Ricordiamo che non un solo incontro pubblico con la cittadinanza è stato fatto, ma che i cittadini possono apprendere la chimera - che nel gergo del potere adesso chiamano vision - della loro città in una futuristica mostra multimediale all’Urban Lab. Peccato che sia stata inaugurata il 6 maggio scorso e che il 22 maggio scadono i termini per la presentazione delle osservazioni.

Ciliegina sulla torta, le modalità di presentazione delle osservazioni al progetto preliminare del nuovo piano regolatore sono state vincolate al solo uso del sito internet comunale e con accesso verificato tramite SPID, carta di identità elettronica oppure carta nazionale dei servizi, rendendo così l’operazione di presentazione più complicata e riservata esclusivamente a chi possiede uno dei metodi di certificazione dell’identità.

Comunque i comitati e le associazioni stanno criticando forma e sostanza del PRG, come e dove possono, quasi inascoltati dai mezzi di informazione e anche da chi si oppone in consiglio comunale.
E dal momento che le osservazioni devono essere presentate da singole persone o da soggetti legalmente costituiti ricordiamo venerdì 15 maggio dalle 18 alle 20, presso il Centro Sereno Regis (via Garibaldi 13, Torino) si terrà un laboratorio pubblico di scrittura collettiva delle osservazioni, in collaborazione con persone che hanno esperienza nel campo urbanistico e amministrativo, a cura di Un altro piano per Torino.

Come Percorso  Torino 2027 ci opponiamo a questa concezione del PRG, che deve essere uno strumento in mano ai cittadini e non a investitori e speculatori e stiamo lavorando per avere nel prossimo Consiglio Comunale una rappresentanza dell'opposizione dal basso!
 

06 maggio 2026

che bella estate, CHE BEI BANDI!!!



 


Nei giorni scorsi sono stati pubblicati gli esiti del bando biennale per l'assegnazione dei contributi relativi alle attività da realizzare all'aperto in estate, quelle che una  volta venivano chiamate "i punti verdi".

Bando voluto dal Comune di Torino e gestito però dal suo braccio operativo culturale, la Fondazione Cultura, che ha ormai quasi completamente sostituito gli uffici pubblici dell'ente e il relativo personale per quanto attiene alle iniziative culturali che il Comune medesimo promuove.

Come scrive qualche quotidiano e come si legge anche nei commenti in rete, la metodologia di "premiare i meritevoli" rivendicata dall'assessora alla cultura Purchia, da cui dipende la fondazione, per via dei fondi disponibili poco significativi (circa 300.000 euro) e per scelte discrezionali ha finito invece per non premiare, ma anzi per penalizzare, anche associazioni che svolgono un ruolo importante nel territorio in cui operano.

Come nel caso di Spazi Musicali, che gestisce (anche come centro del protagnonismo giovanile comunale) Spazio211 in via Cigna, collocato tra l'ex Gondrand e la ex piscina Sempione.
Questa zona, da piu' di un decennio abbandonata dalle amministrazioni pubbliche e dalle proprietà, è diventata zona di degrado urbano e sociale, oggetto solamente di sporadici provvedimenti di polizia finalizzati a placare la rabbia di chi ci abita e a sempre utile propaganda politica ed elettorale nella circoscrizione governata dalla destra.

Spazio211 da anni rappresenta da anni, a proprio rischio e pericolo (anche fisico), il presidio culturale della zona, realizzando e ospitando attività musicali e di intrattenimento affini, tra cui sono molto apprezzati i concerti ma che si estendono anche a iniziative come gli appuntamenti in discoteca per le persone con disabilità fisiche e psichiche.
D'estate l'ampio cortile alberato da anni ha poi ospitato, grazie anche ai contributi pubblici, pure ad agosto, attività tanto per giovani e famiglie quanto festival rock di richiamo (Todays è nato lì, per poi essere messo a bando, sempre dalla Fondazione Cultura per volere del Comune, esportato in un parco e venire definitivamente abolito) oppure, l'anno scorso, di minore portata ma sempre di qualità il festival Monitor.

Le attività estive di Spazio 211 sono state inoltre uno strumento di contrasto all'abbandono generalizzato delle aree all'aperto circostanti, che ora pero' sono oggetto di progetti immobiliari evidentemente lucrosi da parte di privati, approvati dal Comune di Torino, in vista dell'arrivo proprio li' della futura linea 2 della metropolitana.
Naturalmente senza queste l'estate torinese sarà per quella zona di Barriera di Milano ancora peggiore di quelle passate. 

Al momento non è dato sapere se tra i progetti invece finanziati qualcuno si svolgerà comunque in quel quartiere, che ha piu' bisogno di interventi culturali che non di polizia ed esercito, per recuperare le situazioni di svantaggio sociale alla base delle problematiche di pubblica sicurezza secondo cui viene riconosciuto e catalogato.

In ogni caso è evidente che il bando per l'assegnazione dei contributi per la realizzazione delle attività estive non aveva come obiettivo portare valore nei territori cittadini in cui le attività si sarebbero svolte, ma solo premiare "presunti" meriti culturali, le cui ricadute effettive su città e abitanti sono per chi amministra il Comune di Torino (la sua Assessora alla cultura prima di tutti, ma anche chi l'ha delegata e chi sostiene i suoi progetti in Consiglio Comunale) non importanti.
Servono quindi profondi cambiamenti anche nelle politiche culturali cittadine.

05 maggio 2026

Il Piano regolatore di Torino stravolto dalla perequazione


 

Il Piano regolatore di Torino stravolto dalla perequazione

Non abbiamo ancora smesso di rallegrarci per la vittoria del No al referendum sulla giustizia come vittoria della Costituzione, che la Costituzione medesima viene poi messa da parte quando si tratta di proprietà privata del suolo.

Il nuovo Piano regolatore del Comune di Torino, attualmente ancora al progetto preliminare, propone infatti testualmente di evitare l’esproprio per pubblica utilità previsto dall’art. 42 c. 3 della Costituzione sostituendolo con il meccanismo della perequazione, per il quale il Consiglio comunale non è più visto come il rappresentante di tutti noi, che sceglie e decide nell’interesse generale, ma come un avversario che con l’esproprio eserciterebbe un potere arbitrario a danno del singolo privato proprietario del suolo destinato a servizi pubblici.

Il meccanismo della perequazione introdotto prevede che il privato proprietario di aree a standard  possa cederle gratuitamente al Comune in cambio di una edificabilità limitata e diffusa (0,30 mq/mq di superficie lorda), trasferibile prevalentemente nelle aree di trasformazione individuate dal piano, oppure le possa vendere sul mercato ad altri privati dopo averle iscritte in un registro di diritti edificatori, da cui può attingere chi propone e progetta interventi di rigenerazione o completamento nelle aree già urbanizzate, secondo le regole di capacità edificatoria, cioè di costruire edifici, previste dal Piano regolatore.

La trattativa per le autorizzazioni a costruire è previsto che si svolga direttamente tra gli uffici del Comune e il privato proprietario e l’accordo venga poi ratificato con una delibera della Giunta senza più passare dal Consiglio comunale, come invece avviene adesso. In questo modo viene superata la pratica della variante al Piano regolatore, estromettendo però il Consiglio comunale da ogni competenza in merito all’uso del suolo urbano. Ed escludendo anche ogni possibilità di partecipazione popolare, tramite la presentazione di osservazioni, alla formazione della decisione, della quale si verrebbe  a conoscenza solo a fatti compiuti. 

Oltre all’art. 42,3 della Costituzione viene così anche negato  quanto  previsto dall’art. 42,2 del Testo Unico del Enti Locali (DL 267/2000), il quale attribuisce al Consiglio comunale il potere di decidere in merito ai piani territoriali e urbanistici e la competenza sui programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione. Tutto questo viene cancellato dalla perequazione, che sostituisce alla volontà del Consiglio comunale la disponibilità della proprietà privata ad accordarsi con gli uffici amministrativi del comune nei termini che la Giunta poi approverà. Svanisce così il ruolo di programmazione dell’ente pubblico e s’instaura il potere del privato e del mercato.

Due approfondimenti su perequazione e nuovo Piano regolatore di Torino sono pubblicati sul blog di Assemblea Un altro piano per Torino

https://apto.noblogs.org/post/2026/04/29/appunti-sulla-perequazione-urbanistica-nel-piano-regolatore-di-torino/

https://apto.noblogs.org/post/2026/04/24/cose-e-quando-nasce-la-perequazione-urbanistica-quale-cambiamento-urbanistico-culturale-produce/ 

03 maggio 2026

TORINO: LA RACCONTIAMO NOI


 



Il video è una risposta - ironica e provocatoria - a quello del Comune, peraltro pagato profumatamente,  che continua a mostrare una città che esiste solo nelle fiabe, o nell'immaginario di alcuni politici. 

La città reale, quella che le persone conoscono, perchè ci vivono, lavorano - sempre meno e sempre peggio, purtroppo - perchè ne utilizzano i servizi - che funzionano male, perchè ci sono meno risorse disponibili e molte di queste vengono impiegate per dare lustro ai cosidetti grandi eventi - si avvicina molto a quella di queste immagini, anche se naturalmente il nostro video è volutamente esagerato, e naturalmente parziale. 

Ricordiamoci che la campagna per il city branding costa 400.000 euro, e che il Comune di Torino ormai ha collezionato più city branding che buche nelle strade. Siamo proprio sicuri che quella cifra non potesse essere investita diversamente? 

l turismo, a differenza di quello che viene sbandierato, porta poche entrate dirette per il Comune, ma lavoro precario e spesso sottopagato nella filiera dell'ospitalità, che brilla per elusione fiscale e che geograficamente coincide con la Torino dei sogni di Lo Russo. 
I grandi eventi sono fuochi d'artificio, buoni per un selfie per dimostrare di essere stato vicino alla star di turno. 

 La cultura, invece, è formazione, biblioteche, laboratori, musei e spettacoli dove potere crescere, informarsi, acquisire competenze e quindi capacità di scelte e di critiche. Ma forse è proprio questo che Lor Signori non desiderano...