Nei giorni scorsi sono stati pubblicati gli esiti del bando biennale per l'assegnazione dei contributi relativi alle attività da realizzare all'aperto in estate, quelle che una volta venivano chiamate "i punti verdi".
Bando voluto dal Comune di Torino e gestito però dal suo braccio operativo culturale, la Fondazione Cultura, che ha ormai quasi completamente sostituito gli uffici pubblici dell'ente e il relativo personale per quanto attiene alle iniziative culturali che il Comune medesimo promuove.
Come scrive qualche quotidiano e come si legge anche nei commenti in rete, la metodologia di "premiare i meritevoli" rivendicata dall'assessora alla cultura Purchia, da cui dipende la fondazione, per via dei fondi disponibili poco significativi (circa 300.000 euro) e per scelte discrezionali ha finito invece per non premiare, ma anzi per penalizzare, anche associazioni che svolgono un ruolo importante nel territorio in cui operano.
Come nel caso di Spazi Musicali, che gestisce (anche come centro del protagnonismo giovanile comunale) Spazio211 in via Cigna, collocato tra l'ex Gondrand e la ex piscina Sempione.
Questa zona, da piu' di un decennio abbandonata dalle amministrazioni pubbliche e dalle proprietà, è diventata zona di degrado urbano e sociale, oggetto solamente di sporadici provvedimenti di polizia finalizzati a placare la rabbia di chi ci abita e a sempre utile propaganda politica ed elettorale nella circoscrizione governata dalla destra.
Spazio211 da anni rappresenta da anni, a proprio rischio e pericolo (anche fisico), il presidio culturale della zona, realizzando e ospitando attività musicali e di intrattenimento affini, tra cui sono molto apprezzati i concerti ma che si estendono anche a iniziative come gli appuntamenti in discoteca per le persone con disabilità fisiche e psichiche.
D'estate l'ampio cortile alberato da anni ha poi ospitato, grazie anche ai contributi pubblici, pure ad agosto, attività tanto per giovani e famiglie quanto festival rock di richiamo (Todays è nato lì, per poi essere messo a bando, sempre dalla Fondazione Cultura per volere del Comune, esportato in un parco e venire definitivamente abolito) oppure, l'anno scorso, di minore portata ma sempre di qualità il festival Monitor.
Le attività estive di Spazio 211 sono state inoltre uno strumento di contrasto all'abbandono generalizzato delle aree all'aperto circostanti, che ora pero' sono oggetto di progetti immobiliari evidentemente lucrosi da parte di privati, approvati dal Comune di Torino, in vista dell'arrivo proprio li' della futura linea 2 della metropolitana.
Naturalmente senza queste l'estate torinese sarà per quella zona di Barriera di Milano ancora peggiore di quelle passate.
Al momento non è dato sapere se tra i progetti invece finanziati qualcuno si svolgerà comunque in quel quartiere, che ha piu' bisogno di interventi culturali che non di polizia ed esercito, per recuperare le situazioni di svantaggio sociale alla base delle problematiche di pubblica sicurezza secondo cui viene riconosciuto e catalogato.
In ogni caso è evidente che il bando per l'assegnazione dei contributi per la realizzazione delle attività estive non aveva come obiettivo portare valore nei territori cittadini in cui le attività si sarebbero svolte, ma solo premiare "presunti" meriti culturali, le cui ricadute effettive su città e abitanti sono per chi amministra il Comune di Torino (la sua Assessora alla cultura prima di tutti, ma anche chi l'ha delegata e chi sostiene i suoi progetti in Consiglio Comunale) non importanti.
Servono quindi profondi cambiamenti anche nelle politiche culturali cittadine.
