Saremo in piazza il Primo Maggio perché a Torino e in tutta Italia il lavoro non è mai stato così sfruttato e mal pagato e perché le Istituzioni, Comune compreso, intervengano attivamente per cambiare questa situazione.
Perché le aziende ed anche gli enti pubblici smettano di sfruttare i lavorator@ attraverso gli appalti ed assumano direttamente. Specialmente nei servizi pubblici dove lavoro buono equivale a servizio buono.
Perché il nostro territorio non sia regalato alla speculazione edilizia, le aziende in crisi vengano riconvertite alla mobilità sostenibile e pubblica, alle tecnologie compatibili e non si finanzino con soldi pubblici i produttori di armi.
Perché i diritti e in particolare quello ad un giusto salario, valgano per tutti e tutte, senza distinzione di contratto, di sesso, di etnia, di età.
Per impedire che siano i lavorator@ a pagare le conseguenze delle guerre volute da Usa e Israele e sostenute dai governi europei.
Per un mondo solidale, a misura di donne, uomini, bambini !
mercoledì 29 aprile 2026
PRIMO MAGGIO DI LOTTA: PER IL LAVORO CONTRO LE GUERRE!
Il Comune di Torino esclude la partecipazione democratica su un atto fondamentale quale il nuovo Piano Regolatore della città
Sul sito del Comune di Torino sono pubblicate le modalità di presentazione delle osservazioni da parte di chiunque “ne abbia interesse”, ma l’unica possibilità di inoltro è la via telematica, escludendo però mail e PEC come pure il mezzo cartaceo. Non solo, ma per essere ammessi al sito occorre farsi autenticare tramite SPID, CIE o CNS.
La partecipazione è quindi riservata solo a cittadin* con una certa familiarità con il web, che saranno quindi in grado di accedere e compilare un breve modulo con poche frasi di 500 lettere al massimo Come a dire: “Non fatela lunga, tanto quello che è già stato deciso non cambia”… proprio come le modalità della “perequazione” che ispira il nuovo piano, basata su accordi tra uffici comunali e proprietari terrieri privati, ratificati dalla sola Giunta e quindi sottratti alla vigilanza e controllo dei consiglieri comunali e dei cittadini, che ne verranno a conoscenza solo a fatto compiuto.
Condividiamo quindi l’iniziativa di “Un altro Piano per Torino” e altri comitati, gruppi e associazioni che hanno messo pubblicamente in discussione tale procedura e la stessa legittimità degli atti.
venerdì 24 aprile 2026
3 anni in una pagina: facciamo il punto sulla delibera “Salvare l’Acqua per Salvare il Futuro”
Riveviamo e condividiamo il comunicato del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino
La proposta di delibera di iniziativa popolare “Salvare l’acqua per salvare il futuro”, presentata ormai 3 anni fa dal Comitato Acqua Pubblica Torino insieme ad altre associazioni e comitati, richiede che la tariffa dell’acqua sia equa e sostenibile anche per il cittadino e non solo per il gestore.
Rivendicazione necessaria perché la tariffa è diventata negli anni sempre più alta dato che ARERA, l’autorità nazionale che determina le regole tariffarie, consente di inserire in tariffa voci che esulano dal principio della copertura totale dei costi di gestione e di investimento previsto dalle leggi nazionali ed europee, quali:
· la morosità, calcolata non sul peso effettivo degli utenti morosi ma come percentuale fissa sul fatturato;
· gli oneri finanziari, che non riguardano il costo dei finanziamenti ma servono a garantire al gestore la remunerazione del capitale investito;
· il conguaglio, ovvero il recupero dei mancati incassi derivanti dalla differenza tra il consumo preventivato e quello reale.
In questi 3 anni abbiamo presentato diverse volte le nostre ragioni ai consiglieri comunali, e recentemente anche ai vertici SMAT S.p.A e ATO3 (Autorità d’ambito torinese).
Dall'incontro è emerso che i tecnici SMAT e ATO sono concentrati sul raccogliere quante più risorse economiche possibili per mantenere la stabilità dell'azienda anche in vista di eventuali crisi future (crisi non meglio identificate, dato che SMAT spa è riuscita a fare alti utili anche nell’infausto periodo del Covid). Loro ritengono quindi gli aumenti assolutamente necessari ma concordano sul fatto che tocca agli enti locali, in sede ATO, stabilire le linee guida.
Questo è un passaggio importantissimo perché finora eravamo stati ignorati quando dicevamo ai consiglieri comunali che la modulazione della tariffa dipende dalla loro volontà politica.
Sosteniamo quindi con forza la richiesta al comune di Torino di inserire tra i complicati algoritmi di ARERA la variabile S: sociale!
Se l'acqua è un Bene Comune da gestire senza scopo di lucro, la tariffa deve rispecchiare questo principio e tocca al Consiglio comunale indicare al sindaco o al suo delegato in ATO di portare in quella sede questo tipo di indirizzo.
L’alto livello delle tariffe dell'acqua non è una calamità divina (o imputabile solo ad ARERA) ma è una scelta politica.
Consiglier*, ora sta a voi decidere se accogliere o ignorare le istanze espresse dalla cittadinanza torinese.
Torino, 22 aprile 2026
giovedì 23 aprile 2026
"Torino si racconta da sola": ma siamo proprio sicuri che sia quella del nuovo brand?
La gara da 120 mila euro fatta dal Comune per individuare il nuovo brand, da usare per vendere la città a livello internazionale, ha prodotto questo video, in cui le immagini di una città patinata che si racconta da sola non sono però quelle della città, una delle più inquinate d'Europa, che viviamo noi tutti i giorni.
E' un racconto MUTO perche’ le parole, o le immagini giuste, racconterebbero invece le periferie, la precarietà, i servizi che non ci sono o che non funzionano, le difficoltà della vita reale.
Torino 2027 lancia un concorso... RACCONTA LA TUA TORINO, mandaci - nei commenti o con un messaggio su Facebook, oppure via mail (percorso.to2027@gmail.com) - le tue foto e le tue parole: ne faremo un video più bello, ma soprattutto più vero.
martedì 21 aprile 2026
Partecipiamo ai tavoli di lavoro del Percorso Torino 2027
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- Lavoro e Industria (fuori dall’economia di guerra)
- Ambiente e Mobilità
- Urbanistica e Territorio
- Bilancio e Finanze
- Politiche migratorie
- Politiche sociali e assistenziali
- Politiche culturali, turismo e grandi eventi
È un percorso aperto, che cresce con il contributo di chi ha idee, interessi, competenze,
energia e voglia di mettersi in gioco.
Le decisioni si prendono con il metodo del consenso, mettendo al centro ascolto, rispetto e partecipazione.
Il risultato sarà la base per decidere il programma elettorale del Percorso Torino 2027.
Non serve essere esperti: serve esserci. Se vuoi dare forma concreta al cambiamento, questo è il tuo spazio.
Per aderire ai tavoli scrivi a percorso.to2027@gmail.com
giovedì 16 aprile 2026
L'ampliamento di Thales Alenia in corso Marche, un altro passo dell'industria bellica a Torino
È dei giorni scorsi la notizia dell'ampliamento della Thales Alenia in corso Marche. Partiamo dai dubbi politici ed etici sulla espansione delle attività belliche. Thales e Leonardo sono tra le aziende europee che guadagnano miliardi di euro sul settore bellico ed è ormai palese falsità l'alibi delle produzioni dual use, che possono essere anche usate per scopi civili ma vengono concretamente progettate, finanziate, usate dagli eserciti di tutto il mondo per fare la guerra: pensiamo che queste iniziative, prima di essere sponsorizzate dai decisori pubblici dovrebbero almeno essere discusse in sede politica e con i cittadini.
Anche perché un ampliamento degli edifici e delle attività, anche se il comune di Torino minimizza dicendo che la superficie occupata sarà la stessa… ma in alto! (vedi il modello Milano), avrà impatto sul traffico, sui parcheggi, sui servizi di zona , sulla qualità di vita del quartiere.
E allora bisognerebbe parlarne con i cittadini , valutarne scopi e impatti, cosa produrrà e chi lo finanzierà, quale occupazione comporterà, se merita l’entusiasmo del sindaco o se sarebbe più utile che il comune si dedicasse maggiormente alle “produzioni” con ricadute sociali (viste le scuole in stato di degrado, le chiusure di servizi sanitari, la riduzione dei trasporti e dei servizi assistenziali…).
E magari smentisse con i fatti il dubbio che il nuovo piano regolatore, il quale formalizza proprio in corso Marche una area di espansione denominata Spazio Futuro, sarà lo strumento per sostenere qualunque attività profittevole per i privati , scaricando costi e impatti sul pubblico.
mercoledì 15 aprile 2026
NO ALLA RENDITA E ALLA SPECULAZIONE, PER UN VERO SVILUPPO SOCIALE. PERCORSO TORINO 2027 DICE NO ALLE OLIMPIADI IN PIEMONTE
Non hanno davvero imparato niente! La ricetta dei grandi eventi continua ad essere sostenuta come via per rilanciare il territorio. Ultimo capitolo: le Olimpiadi in Piemonte, Lombardia, Liguria, richieste in maniera bipartisan da centro-destra e centro-sinistra, da Lo Russo a Cirio, da Sala (ricordiamo il “modello Milano”, che vede indagato l’assessore Mazzoleni) a Bucci, tutti uniti nel richiedere l’ennesimo “grande evento”, che significherà, ancora una volta, territorio gestito come una merce, speculazioni, opere abbandonate o incompiute, ulteriore debito per i comuni coinvolti, come avvenuto proprio a Torino con le Olimpiadi invernali del 2006 (e come oggi testimoniano addirittura due grandi protagonisti di quell’evento: Evelina Christillin e Valentino Castellani!)
A fronte del declino sociale ed economico, non serve la rincorsa al “grande evento”, serve invece lo sviluppo di attività e opere che siano utili alla popolazione: dalla salute alle politiche sociali, dal dissesto idrogeologico all’ambiente.
E’ questa la strada che andremo a sostenere come Percorso Torino 2027, per esprimere un’altra voce, legata ai bisogni della popolazione e ai movimenti, anche in vista delle elezioni amministrative del 2027.



