Sul sito del Comune di Torino sono pubblicate le modalità di presentazione delle osservazioni da parte di chiunque “ne abbia interesse”, ma l’unica possibilità di inoltro è la via telematica, escludendo però mail e PEC come pure il mezzo cartaceo. Non solo, ma per essere ammessi al sito occorre farsi autenticare tramite SPID, CIE o CNS.
La partecipazione è quindi riservata solo a cittadin* con una certa familiarità con il web, che saranno quindi in grado di accedere e compilare un breve modulo con poche frasi di 500 lettere al massimo Come a dire: “Non fatela lunga, tanto quello che è già stato deciso non cambia”… proprio come le modalità della “perequazione” che ispira il nuovo piano, basata su accordi tra uffici comunali e proprietari terrieri privati, ratificati dalla sola Giunta e quindi sottratti alla vigilanza e controllo dei consiglieri comunali e dei cittadini, che ne verranno a conoscenza solo a fatto compiuto.
Condividiamo quindi l’iniziativa di “Un altro Piano per Torino” e altri comitati, gruppi e associazioni che hanno messo pubblicamente in discussione tale procedura e la stessa legittimità degli atti.