mercoledì 29 aprile 2026

Il Comune di Torino esclude la partecipazione democratica su un atto fondamentale quale il nuovo Piano Regolatore della città

Sul sito del Comune di Torino sono pubblicate le modalità di presentazione delle osservazioni da parte di chiunque “ne abbia interesse”, ma l’unica possibilità di inoltro è la via telematica, escludendo però mail e PEC come pure il mezzo cartaceo. Non solo, ma per essere ammessi al sito occorre farsi autenticare tramite SPID, CIE o CNS.

La partecipazione è quindi riservata solo a cittadin* con una certa familiarità con il web, che saranno quindi in grado di accedere e compilare un breve modulo con poche frasi di 500 lettere al massimo Come a dire: “Non fatela lunga, tanto quello che è già stato deciso non cambia”… proprio come le modalità della “perequazione” che ispira il nuovo piano, basata su accordi tra uffici comunali e proprietari terrieri privati, ratificati dalla sola Giunta e quindi sottratti alla vigilanza e controllo dei consiglieri comunali e dei cittadini, che ne verranno a conoscenza solo a fatto compiuto.

Condividiamo quindi l’iniziativa di “Un altro Piano per Torino” e altri comitati, gruppi e associazioni che hanno messo pubblicamente in discussione tale procedura e la stessa legittimità degli atti.