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10 luglio 2026

PERCORSO TORINO 2027 PRENDE FORMA E DECIDE DI CHIAMARSI “L’ALTRA TORINO”. NOMINATI I DUE PORTAVOCE SIMONA BOMBIERI E GIANNI LIMONE.




Dopo alcuni mesi di inchiesta e di analisi sul territorio torinese, nella sua assemblea di ieri sera, Percorso Torino 2027 ha deciso di costituirsi in via definitiva in vista delle elezioni comunali del 2027. Dalla consultazione effettuata tra tutti i soggetti coinvolti nelle iniziative di questi mesi è stato scelto il nome di l’Altra Torino.

Un nome che vuole rappresentare un'idea di città alternativa rispetto a quel “sistema Torino” che coinvolge entrambi gli schieramenti maggiori e che - sui grandi temi  dell’urbanistica, della gestione dell’ambiente, della sanità, dell'occupazione - viene portato avanti dalla giunta di centro sinistra cittadina, in sostanziale sintonia con gli orientamenti della giunta di centro destra che governa la regione, Un nome che rappresenta la volontà di aprire uno spazio reale di partecipazione e confronto offerto a chi - individualmente, in comitati, gruppi e movimenti, associazioni o partiti - in questi anni si è battuto per una città non piegata ai grandi interessi economico-speculativi, ma a misura delle persone che la abitano.

Una alternativa che partendo dall’antifascismo e dal no alla guerra si fondi sul protagonismo sociale che connota la società torinese e metta al centro la qualità della vita, del lavoro e dell’ambiente, la difesa degli spazi sociali, la  partecipazione dell@ cittadin@ e che per questo sia in grado di uscire da una gestione dell’esistente piegata ai vari centri di potere cittadini e nazionali. 

Torino non può diventare la città delle armi e delle Fondazioni bancarie. Merita di meglio, per questo occorre costruire, insieme, con la lotta e la partecipazione, l’Altra Torino.

Sempre ieri sera sono stati nominati portavoce – utilizzando il metodo del consenso e della partecipazione che ci caratterizza - Simona Bombieri e Gianni Limone, la cui lunga esperienza nei Comitati e nelle associazioni cittadine è il miglior viatico per il loro ruolo nei prossimi mesi.

L’Assemblea Costituente di l’Altra Torino.

Torino, 10 luglio 2026

20 maggio 2026

SCRIVIAMO UN MILIONE DI OSSERVAZIONI PER RENDERE PUBBLICO IL NUOVO PIANO REGOLATORE!


Torino 2027 vuole una città pubblica, per i bisogni delle persone che la abitano, mentre il prossimo nuovo piano regolatore  mette al centro i desideri del mercato immobiliare, togliendo vincoli agli usi che si possono fare dei terreni e delle aree affinché diventi economicamente conveniente realizzare nuovi costruzioni e nuove aree residenziali. 

Con il rischio per Torino di finire come a Milano, città esplicitamente presa a modello dal sindaco Lo Russo, nonostante le note vicende che, tra gli altri, vedono coinvolto in inchieste per reati edilizi   l'Assessore all'urbanistica Mazzoleni, con una città che si svilupperà per chi ha soldi da investire e lascerà sempre più ai margini chi la abita, con un maggior numero di persone che la useranno ma senza che siano però previsti i servizi in più che servirebbero per soddisfare le loro  aumentate necessità.

Significativo che Lo Russo abbia ringraziato la multinazionale Bloomberg per aver "adottato" Torino, contribuendo in modo decisivo alla formulazione del Prg. Una chiara scelta da parte dell'amministrazione: si sta con i grandi interessi speculativi! 
E i cittadini? La stesura del piano è avvenuta dopo un loro finto ascolto, in assemblee nelle quali non è stato raccontato dal Comune quello che sarebbe successo con il nuovo piano, che dopo l'approvazione nel mese di marzo da parte del Consiglio comunale è giaciuto semi nascosto sul sito internet del comune nonostante fossero iniziati a decorrere 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni dei cittadini finalizzate a proporre di modificare il documento.

Non è stata pubblicizzata e resa facilmente consultabile l'imponente ma importante documentazione che lo forma, non sono state fatte dal Sindaco e dall'Assessore all'urbanistica assemblee con i cittadini per spiegargliela e consentire loro di  produrre poi osservazioni come prevede la legge

L'assemblea Un altro piano per Torino che segue da anni criticandole manovre e  atti che hanno portato alla riscrittura del piano,  ha elaborato alcune ipotesi di osservazioni su questioni di interesse pubblico per opporre resistenza ai meccanismi previsti dal nuovo piano regolatore che liberalizzano le scelte urbanistiche e le mettono in mano al mercato, affinché attivist" e cittadin* possano presentarle entro venerdì 22 maggio

La procedura da seguire è opaca, per usare un eufemismo, come scrivevamo già lo scorso 8 maggio: solamente tramite il sito internet del comune e purtroppo con l'obbligo di utilizzare lo spid o la carta d'identità elettronica per registrarsi, modalità che sembrano volutamente disincentivare la partecipazione della cittadinanza

Torino 2027 ritiene importante che i cittadini e le cittadinane possano esprimersi formalmente anche tramite la presentazione di osservazioni, che dovranno poi essere valutate dall'amministrazione comunale dandone conto al momento di approvare il piano regolatore definitivo: e quindi invita ad approfittare dell'occasione utilizzando le indicazioni e le osservazioni proposte dall'assemblea Un altro piano per Torino, che si trovano sul loro blog al questo link: https://apto.noblogs.org/post/2026/05/19/testi-e-guida-per-la-presentazione-di-osservazioni-al-progetto-preliminare-del-piano-regolatore-di-torino/

Dovrà poi essere impegno comune di tutt* coloro che vogliono Torino una città pubblica e non dei privati e del mercato continuare a seguire in modo attento e critico la procedura di approvazione del piano regolatore e intervenire sulle decisioni che la Giunta e il consiglio comunale di Torino prenderanno nei prossimi mesi.

29 aprile 2026

PRIMO MAGGIO DI LOTTA: PER IL LAVORO CONTRO LE GUERRE!



Saremo in piazza il Primo Maggio perché a Torino e in tutta Italia il lavoro non è mai stato così sfruttato e mal pagato e perché le Istituzioni, Comune compreso, intervengano attivamente per cambiare questa situazione. 

Perché le aziende ed anche gli enti pubblici smettano di sfruttare i lavorator@ attraverso gli appalti ed assumano direttamente. Specialmente nei servizi pubblici dove lavoro buono equivale a servizio buono.

Perché il nostro territorio non sia regalato alla speculazione edilizia, le aziende in crisi vengano riconvertite alla mobilità sostenibile e pubblica, alle tecnologie compatibili e non si finanzino con soldi pubblici i produttori di armi.

Perché i diritti e in particolare quello ad un giusto salario, valgano per tutti e tutte, senza distinzione di contratto, di sesso, di etnia, di età. 

Per impedire che siano i lavorator@ a pagare le conseguenze delle guerre volute da Usa e Israele e sostenute dai governi europei.

Per un mondo solidale, a misura di donne, uomini, bambini !

24 aprile 2026

3 anni in una pagina: facciamo il punto sulla delibera “Salvare l’Acqua per Salvare il Futuro”

 
 

Riveviamo e condividiamo il comunicato del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua - Comitato Acqua Pubblica Torino  

La proposta di delibera di iniziativa popolare “Salvare l’acqua per salvare il futuro”, presentata ormai 3 anni fa dal Comitato Acqua Pubblica Torino insieme ad altre associazioni e comitati, richiede che la tariffa dell’acqua sia equa e sostenibile anche per il cittadino e non solo per il gestore. 
Rivendicazione necessaria perché la tariffa è diventata negli anni sempre più alta dato che ARERA, l’autorità nazionale che determina le regole tariffarie, consente di inserire in tariffa voci che esulano dal principio della copertura totale dei costi di gestione e di investimento previsto dalle leggi nazionali ed europee, quali:
 
·     la morosità, calcolata non sul peso effettivo degli utenti morosi ma come percentuale fissa sul fatturato;
·     gli oneri finanziari, che non riguardano il costo dei finanziamenti ma servono a garantire al gestore la remunerazione del capitale investito;
·     il conguaglio, ovvero il recupero dei mancati incassi derivanti dalla differenza tra il consumo preventivato e quello reale.

In questi 3 anni abbiamo presentato diverse volte le nostre ragioni ai consiglieri comunali, e recentemente anche ai vertici SMAT S.p.A e ATO3 (Autorità d’ambito torinese). 
Dall'incontro è emerso che i tecnici SMAT e ATO sono concentrati sul raccogliere quante più risorse economiche possibili per mantenere la stabilità dell'azienda anche in vista di eventuali crisi future (crisi non meglio identificate, dato che SMAT spa è riuscita a fare alti utili anche nell’infausto periodo del Covid). Loro ritengono quindi gli aumenti assolutamente necessari ma concordano sul fatto che tocca agli enti locali, in sede ATO, stabilire le linee guida.

Questo è un passaggio importantissimo perché finora eravamo stati ignorati quando dicevamo ai consiglieri comunali che la modulazione della tariffa dipende dalla loro volontà politica.
 
Sosteniamo quindi con forza la richiesta al comune di Torino di inserire tra i complicati algoritmi di ARERA la variabile S: sociale!
 
Se l'acqua è un Bene Comune da gestire senza scopo di lucro, la tariffa deve rispecchiare questo principio e tocca al Consiglio comunale indicare al sindaco o al suo delegato in ATO di portare in quella sede questo tipo di indirizzo.
L’alto livello delle tariffe dell'acqua non è una calamità divina (o imputabile solo ad ARERA) ma è una scelta politica.

Consiglier*, ora sta a voi decidere se accogliere o ignorare le istanze espresse dalla cittadinanza torinese.
 
Torino, 22 aprile 2026 

21 aprile 2026

Partecipiamo ai tavoli di lavoro del Percorso Torino 2027

 


Il 27 aprile alle 20.30 prendono il via i primi spazi di confronto sui temi decisivi per il futuro della città: 

- Lavoro e Industria (fuori dall’economia di guerra)

- Ambiente e Mobilità

- Urbanistica e Territorio

- Bilancio e Finanze

- Politiche migratorie

- Politiche sociali e assistenziali

- Politiche culturali, turismo e grandi eventi

 

È un percorso aperto, che cresce con il contributo di chi ha idee, interessi, competenze, 
energia e voglia di mettersi in gioco. 

 

Le decisioni si prendono con il metodo del consenso, mettendo al centro ascolto, rispetto e partecipazione.

 

Il risultato sarà la base per decidere il programma elettorale del Percorso Torino 2027.

 

Non serve essere esperti: serve esserci.
Se vuoi dare forma concreta al cambiamento, questo è il tuo spazio.


Per aderire  ai tavoli scrivi a percorso.to2027@gmail.com


13 gennaio 2026

Elezioni amministrative Comune di Torino 2027: proposta di percorso per la costituzione di un polo alternativo

Siamo persone che in questi anni si sono battute per cambiare radicalmente Torino, per renderla una città vivibile socialmente e ambientalmente, per sviluppare la partecipazione popolare e la socialità, per impedire che venisse modificata in peggio. Riteniamo che le linee fondamentali attorno a cui dovrebbe svilupparsi la città siano:

- lo sviluppo della partecipazione e del potere reale dei cittadini e dei corpi sociali intermedi superando l’attuale paralizzante e arcaica concentrazione di potere impermeabile alle istanze dal basso.

- lo sviluppo di posti di lavoro stabili e di qualità’ nel pubblico e nel privato, a partire dalle attività lavorative che fanno capo al Comune di Torino. Il concorso allo sviluppo sul territorio di attività produttive che siano utili per la popolazione e per l’ambiente. Il rifiuto di un’economia cittadina basata sulla produzione delle armi: nessun sostegno alla riconversione delle produzioni dal settore civile al settore militare.

- la cura e lo sviluppo del tessuto delle relazioni sociali ad ogni livello intrecciate con politiche finalizzate alla giustizia sociale, contro le discriminazioni genere e di razza, per la salvaguardia dei diritti dei migranti e la loro piena inclusione nella vita della città.

- la salvaguardia dell’ambiente e il miglioramento della qualità urbana intrecciata con lo sviluppo di un modello produttivo finalizzato alla lotta al cambio climatico. Centrale a questo scopo è l'ampliamento/realizzazione di una rete di trasporto pubblico capillare, ecologica e a basso costo, a partire dalle periferie

- lo sviluppo e la diffusione della conoscenza e della cultura connessa alla forte attenzione alla qualità e corretta remunerazione di ogni lavoro necessario in città.

- il pieno sviluppo dei diritti sociali quali la salute, l’istruzione, l’abitare, l’assistenza da soddisfarsi in forma pubblica e partecipata intrecciato con lo sviluppo dei diritti civili e dell’inclusione.

- la progettazione del disegno urbanistico della città finalizzato allo sviluppo della bellezza, al miglioramento dell’ambiente, alla creazione di spazi sociali ed in definitiva alla vivibilità della città per chi vi risiede e non per l’aumento della rendita e del profitto.

Il nostro obiettivo è di portare in Consiglio comunale e nelle circoscrizioni un gruppo di consiglier* che rappresentino queste istanze, al di fuori delle mediazioni e degli interessi che caratterizzano gli schieramenti che oggi occupano l’intero spettro della politica istituzionale torinese.

In questi decenni abbiamo visto susseguirsi molti sindaci ma non abbiamo visto realizzarsi in città un'alternativa, un netto cambio di rotta. In particolare la partecipazione dei cittadini e delle cittadine è sempre stata usata solo per garantire il consenso alla propria parte politica mentre è stata considerata un disturbo, un fastidio, nella misura in cui portava il punto di vista dei cittadini sulla gestione della città.

Noi vogliamo costruire uno spazio politico su scala comunale in grado di valorizzare le risorse presenti nel tessuto sociale torinese al fine di dare risposte ai problemi del territorio, inventando soluzioni innovative come contestando le decisioni sbagliate del potere.

In questi anni sono state centinaia e centinaia le proposte, le istanze, le iniziative che sono state avanzate e sostenute con lotte dal basso ma ignorate da chi gestiva il potere. E’ ora di finirla con questa situazione, è ora di uscire da una condizione di subalternità e di delega verso chi usa la politica solo per poter gestire il proprio potere.

Essere presenti nel Consiglio comunale, eleggendo un* o più consiglier* al primo turno, dà diritto ad avere informazioni importanti in tempi rapidi, a interrogare chi amministra ottenendo risposte ufficiali, permette di avanzare ufficialmente e formalmente proposte per la città e di essere più efficaci nel far conoscere le proprie proposte e in generale nel raggiungere l’opinione pubblica.

Essere presenti in Consiglio comunale non sostituisce in alcun modo le lotte e l’iniziativa sociale e culturale ma aiuta a rafforzarle.

Noi proponiamo di costruire uno spazio politico comunale che partecipi al primo turno delle elezioni con l'obiettivo di eleggere un* o più consiglier* che si impegnino a dare rappresentanza diretta alle istanze popolari al di fuori degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, con cui non faremo alcun apparentamento. Non esprimeremo alcuna preferenza in un eventuale ballottaggio salvo il caso in cui il/la nostr* candidat* risulti essere un* dei due concorrenti”-

Proponiamo di costruire insieme un percorso comune e plurale a partire da poche regole che ci permettano di definire il programma, le liste e la loro composizione e individuare la/il candidat* sindaco.

Invitiamo a costruire insieme questo spazio politico comunale - a partire da una comune scelta antifascista e contro ogni discriminazione, contro la guerra e le spese militari - tutt* le donne e gli uomini, i movimenti di base, i comitati, le associazioni, le organizzazioni, i sindacati, i partiti che condividono questi valori.

Per dar vita a questo percorso occorre innanzitutto ricostruire una fiducia reciproca tra i diversi soggetti individuali e collettivi interessati. Noi pensiamo che sia necessario costruire un percorso in cui tutte e tutti si sentano a casa loro potendo contribuire liberamente con le proprie idee e il proprio impegno.

Per questo riteniamo necessario fissare sin da subito alcune regole fondamentali che permettano la convergenza tra percorsi e sensibilità diverse.

La prima riguarda la presenza dei partiti che condividono il progetto e i suoi contenuti: noi riteniamo sia auspicabile questa partecipazione

In secondo luogo è necessario che i soggetti collettivi e i singoli possano dar vita nell’ambito del costituendo spazio politico a una o più liste che non siano identificate con i partiti. Ovviamente in questo caso le forze politiche potrebbero dar vita a loro volta ad una o più liste.

In terzo luogo, al fine di dar vita ad un processo democratico e partecipato, è opportuno prevedere una adesione al processo individuale e/o collettiva e definire all’inizio del percorso le forme e le regole con cui stare insieme.

il gruppo promotore:
Simona Bombieri, Fiorenza Cora, Alessandra De Rossi, Claudio Decastelli, Mauro Demaria, Giovanni Limone, Andrea Maggiora, Irene Ricci, Stefano Risso, Mariangela Rosolen


per scaricare il documento: https://drive.google.com/file/d/1olSwUxPI_yolYHdBGkLnXlz99Q-pWJz3/view?usp=sharing