Con il rischio per Torino di finire come a Milano, città esplicitamente presa a modello dal sindaco Lo Russo, nonostante le note vicende che, tra gli altri, vedono coinvolto in inchieste per reati edilizi l'Assessore all'urbanistica Mazzoleni, con una città che si svilupperà per chi ha soldi da investire e lascerà sempre più ai margini chi la abita, con un maggior numero di persone che la useranno ma senza che siano però previsti i servizi in più che servirebbero per soddisfare le loro aumentate necessità.
Significativo che Lo Russo abbia ringraziato la multinazionale Bloomberg per aver "adottato" Torino, contribuendo in modo decisivo alla formulazione del Prg. Una chiara scelta da parte dell'amministrazione: si sta con i grandi interessi speculativi!
E i cittadini? La stesura del piano è avvenuta dopo un loro finto ascolto, in assemblee nelle quali non è stato raccontato dal Comune quello che sarebbe successo con il nuovo piano, che dopo l'approvazione nel mese di marzo da parte del Consiglio comunale è giaciuto semi nascosto sul sito internet del comune nonostante fossero iniziati a decorrere 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni dei cittadini finalizzate a proporre di modificare il documento.
Non è stata pubblicizzata e resa facilmente consultabile l'imponente ma importante documentazione che lo forma, non sono state fatte dal Sindaco e dall'Assessore all'urbanistica assemblee con i cittadini per spiegargliela e consentire loro di produrre poi osservazioni come prevede la legge.
L'assemblea Un altro piano per Torino che segue da anni criticandole manovre e atti che hanno portato alla riscrittura del piano, ha elaborato alcune ipotesi di osservazioni su questioni di interesse pubblico per opporre resistenza ai meccanismi previsti dal nuovo piano regolatore che liberalizzano le scelte urbanistiche e le mettono in mano al mercato, affinché attivist" e cittadin* possano presentarle entro venerdì 22 maggio.
La procedura da seguire è opaca, per usare un eufemismo, come scrivevamo già lo scorso 8 maggio: solamente tramite il sito internet del comune e purtroppo con l'obbligo di utilizzare lo spid o la carta d'identità elettronica per registrarsi, modalità che sembrano volutamente disincentivare la partecipazione della cittadinanza.
Torino 2027 ritiene importante che i cittadini e le cittadinane possano esprimersi formalmente anche tramite la presentazione di osservazioni, che dovranno poi essere valutate dall'amministrazione comunale dandone conto al momento di approvare il piano regolatore definitivo: e quindi invita ad approfittare dell'occasione utilizzando le indicazioni e le osservazioni proposte dall'assemblea Un altro piano per Torino, che si trovano sul loro blog al questo link: https://apto.noblogs.org/post/2026/05/19/testi-e-guida-per-la-presentazione-di-osservazioni-al-progetto-preliminare-del-piano-regolatore-di-torino/
Dovrà poi essere impegno comune di tutt* coloro che vogliono Torino una città pubblica e non dei privati e del mercato continuare a seguire in modo attento e critico la procedura di approvazione del piano regolatore e intervenire sulle decisioni che la Giunta e il consiglio comunale di Torino prenderanno nei prossimi mesi.
