16 maggio 2026

Il Comune di Torino condannato perché non eroga gli aiuti previsti dalle leggi nazionali per le persone in difficoltà ricoverate nelle RSA e nonostante questo continua, anzi fa peggio

 


“In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per valorizzare il ruolo cruciale della famiglia come nucleo fondamentale della società, l’Unione per la promozione sociale OdV, organizzazione di volontariato che fa parte del Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base, ha inviato una formale segnalazione ad Autorità di garanzia locali e nazionali in merito alla consolidata pratica adottata dai Servizi sociali del Comune di Torino che negano l’integrazione della retta alberghiera secondo parametri ISEE (gli unici da adottare, uniformi a livello nazionale) e propongono invece agli utenti la concessione di un prestito annuale (eventualmente reiterabile), a fronte di garanzie economiche da parte del beneficiario e dei suoi parenti, con l’impegno della casa.”

Così inizia il comunicato dell’Unione di Promozione Sociale, che segnala al Ministero delle politiche sociali, al Difensore civico regionale e al Garante nazionale delle persone con disabilità la pratica del Comune di Torino di negare l’integrazione della retta alberghiera delle persone ricoverate in RSA, dovuta sulla base del reddito ISEE calcolato secondo i parametri stabiliti dalle leggi nazionali sostituendola con un prestito concesso chiedendo a garanzia l’immobile delle persone medesime. 

Il Comune di Torino aveva  visto a fine febbraio 2026 annullato dal TAR il suo regolamento, approvato dal Consiglio Comunale nel 2012, che modificando in senso peggiorativo i parametri per il calcolo dell’ISEE necessario per accedere al sussidio previsti delle leggi nazionali sui Livelli Essenziali di Assistenza (motivo dell’annullamento), ha permesso all’ente di risparmiare sulle spese per assistenza per 14 anni. Contro questa sentenza, che vale per tutti e non solo chi aveva presentato ricorso, una persona non autosufficiente  a cui era stato negato il sostegno nonostante condizioni economiche, il Comune ha deciso di ricorrere. Nel frattempo però, denuncia Unione di promozione sociale, i servizi sociali continuano a negare l’integrazione della retta secondo i parametri ISEE nazionali e “propongono invece agli utenti la concessione di un prestito annuale (eventualmente reiterabile), a fronte di garanzie economiche da parte del beneficiario e dei suoi parenti, con l’impegno della casa.” per poter pagare loro direttamente.

Riteniamo che si tratti di pratiche e comportamente inammissibili, specialmente per amministrazioni che si dicono di centro-sinistra (quelle che hanno adottato il regolamento e quelle che lo fino a oggi hanno applicato) e che la situazione deve essere portata a conoscenza di tutti i soggetti i quali possono intervenire, a partire dal Consiglio Comunale, per farla terminare e fare applicare, invece, quanto perlomeno previsto dalle leggi nazionali, già di per sé poco incisive, per aiutare chi si trova in condizioni di difficoltà e fragilità.

NON E' QUESTO IL COMUNE CHE VOGLIAMO!!!