Il rifiuto della guerra e della sua economia - come prospettive per la Torino del futuro e alternativa alla deindustrializzazione avvenuta e ancora in corso - è parte integrante dei valori sulla cui base si è costituito il percorso Torino 2027.
La scelta del Comune di Torino di individuare nel nuovo piano regolatore un'area di trasformazione dedicata al progetto della Città dell'aerospazio (nome che punta a nascondere la componente bellica invece presente al suo interno) va invece proprio in quella direzione. Nel progetto - sostenuto tra gli altri da Leonardo, azienda controllata pubblica impegnata anche nell'industria bellica - troverà spazio anche l'incubatore di start up della NATO denominato DIANA e vede coinvolto il Politecnico.
Per questo motivo non possiamo che condividere e sostenere la scelta fatta da un gruppo di docenti del Politecnico medesimo, resa pubblica nei giorni scorsi, di dissociarsi dalla decisione presa dagli organismi direttivi dell'Ateneo di consentire la presenza al suo interno di progetti di ricerca, per conto di privati o enti pubblici, anche a uso militare benché con alcune parziali limitazioni, ritenendoli non compatibili con le finalità dell'università pubblica sancite dalla costituzione.
Si tratta di una presa di posizione coraggiosa, dati gli interessi in gioco, anche interni al Politecnico medesimo, che il percorso Torino 2027 condivide pienamente e sostiene.
Qui di seguito il link alla lettera aperta dei docenti: https://politecnicofuturo.it/2026/05/08/sulla-guerra-che-fare/
