sabato 9 maggio 2026

Percorso Torino 2027 aderisce al presidio di solidarietà con la Global Sumud Flottilla



Dopo aver illegalmente sequestrato in acque internazionali la Global Sumud Flottilla, in navigazione verso Gaza, la mobilitazione internazionale ha costretto il governo israeliano a scarcerare, in attesa di espulsione, Thiago Avila e Saif Abukesheck, i due naviganti della Flottilla trattenuti a forza, per giorni, in Israele.

Per nulla piegata, la Flottilla è ora nuovamente in navigazione verso Gaza.

La mobilitazione deve continuare: occorre rilanciare un vasto movimento di solidarietà con Gaza, dove la situazione umanitaria peggiora ogni giorno di più, nelle pieghe di una tregua sempre più falsa. Occorre, insieme, proseguire la lotta contro le guerre e le invasioni illegali (dall’Iran al Libano, dal Venezuela alle minacce contro Cuba), condotte senza sosta dagli USA con Trump e da Israele con Nethanyahu,

Come ci ha ricordato in questi giorni la RSU FIOM dello stabilimento Leonardo di Caselle, occorre schierarsi al fianco della Global Sumud Flottilla, “contro il riarmo e in solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi”, perchè l’economia di guerra vuol dire soprattutto chiudere ospedali qui, e distruggerne a Gaza, vuol dire ricatto tra lavorare per la guerra o fare la fame. Occorre ascoltare il loro appello, quando dicono che lo sciopero generale sarebbe un utile strumento contro la complicità e l’indifferenza

Come Percorso Torino 2027 aderiamo convintamente al presidio di solidarietà con la Global Sumud Flottilla, convocato da Torino per Gaza con Global Sumud Flottilla per lunedì 11 maggio alle 14 davanti al Comune di Torino.

- Per dare un senso di realtà e concretezza al gemellaggio della città di Torino con Gaza. 
- Per chiedere al Comune di Torino di prendere posizione contro la politica criminale di Israele. 
- Per ricordare al sindaco Lo Russo che non basta partecipare a qualche evento per apparire “pacifisti”, ma che occorre invece impegnarsi ogni giorno per impedire la trasformazione dell’economia torinese in economia di guerra. 
- Per chiedere quindi all’Amministrazione di interrompere immediatamente il proprio sostegno al progetto di costruzione, attraverso la Città dell’Aerospazio, di un vero e proprio polo bellico nel cuore di Torino.