Ennesimo incontro riservato ai portatori di interesse economici - che nel gergo del potere adesso si chiamano stakeholder - sul nuovo Piano Regolatore di Torino, che è stato presentato il 7 maggio dall’assessore Mazzoleni all’Unione Industriale.
Come riportato da alcuni organi di stampa - su la Stampa in particolare - sebbene tutti gli intervenuti abbiano condiviso le linee generali del nuovo PRG, tuttavia non sono mancate neppure dagli addetti ai lavori - architetti, geometri, ingegneri, agenti immobiliari, industriali e costruttori - osservazioni su trasporti che mancano per attirare investimenti, dubbi sulla nuova leva della perequazione, incognite sul controllo dell’Amministrazione sulle trasformazioni urbane future.
E i “normali” cittadini? Prego, mettersi in coda: i cittadini possono attendere!” (così come attendono comunemente tram e autobus:, mezzi certamente non utilizzati dagli investitori cui l’assessore Mazzoleni strizza l’occhio prospettando loro le magnifiche sorti e progressive della Torino di domani).
L’Amministrazione Civica dimostra sempre più di concepire il nuovo PRG soprattutto come relazione con i soggetti economici che si intendono coinvolgere e sempre meno come (ri)disegno della città rivolto alla cittadinanza.
Le parole prevalenti sono investimenti, privato, messa a valore. Non una parola sulla città degli ultimi, su servizi per la cittadinanza, sulla città tra le più inquinate d’Europa.
Ricordiamo che non un solo incontro pubblico con la cittadinanza è stato fatto, ma che i cittadini possono apprendere la chimera - che nel gergo del potere adesso chiamano vision - della loro città in una futuristica mostra multimediale all’Urban Lab. Peccato che sia stata inaugurata il 6 maggio scorso e che il 22 maggio scadono i termini per la presentazione delle osservazioni.
Ciliegina sulla torta, le modalità di presentazione delle osservazioni al progetto preliminare del nuovo piano regolatore sono state vincolate al solo uso del sito internet comunale e con accesso verificato tramite SPID, carta di identità elettronica oppure carta nazionale dei servizi, rendendo così l’operazione di presentazione più complicata e riservata esclusivamente a chi possiede uno dei metodi di certificazione dell’identità.
Comunque i comitati e le associazioni stanno criticando forma e sostanza del PRG, come e dove possono, quasi inascoltati dai mezzi di informazione e anche da chi si oppone in consiglio comunale.
E dal momento che le osservazioni devono essere presentate da singole persone o da soggetti legalmente costituiti ricordiamo venerdì 15 maggio dalle 18 alle 20, presso il Centro Sereno Regis (via Garibaldi 13, Torino) si terrà un laboratorio pubblico di scrittura collettiva delle osservazioni, in collaborazione con persone che hanno esperienza nel campo urbanistico e amministrativo, a cura di Un altro piano per Torino.
Come Percorso Torino 2027 ci opponiamo a questa concezione del PRG, che deve essere uno strumento in mano ai cittadini e non a investitori e speculatori e stiamo lavorando per avere nel prossimo Consiglio Comunale una rappresentanza dell'opposizione dal basso!
