Visualizzazione post con etichetta industria bellica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta industria bellica. Mostra tutti i post

27 maggio 2026

Torino 2027 aderisce allo sciopero generale contro la guerra, contro la svolta belligerante dell’Europa che si attrezza per la prossime guerre.


 

Torino 2027 aderisce allo sciopero generale contro la guerra, contro la svolta belligerante dell’Europa che si attrezza per la prossime guerre. Una guerra voluta dai governi occidentali ma pagata dai cittadini e dai lavoratori che vedono peggiorare, giorno dopo giorno, le loro condizioni di vita.

Della guerra fanno le spese i popoli, mentre le èlite fanno affari e le industrie degli armamenti vedono crescere i loro guadagni sempre più sporchi del sangue di centinaia di migliaia di di esseri umani, in prevalenza vittime civili, come continuiamo a vedere in Palestina, Libano e in altri conflitti in cui la mano occidentale non manca mai.

Saremo dunque in piazza e aderiamo alla fiaccolata, chiamata da Torino Per Gaza, che concluderà questa giornata di lotta, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali di base, riconoscendoci nell’attivismo delle molte persone impegnate nella lotta contro il genocidio del popolo palestinese e l’attacco al Libano e all’Iran. 



Ribadiamo l’opposizione a politiche volte allo smantellamento dei diritti e delle garanzie sociali
, previste dalla nostra costituzione, messe in atto dai governi di ogni colore e in particolare dell’attuale governo che emana leggi che non hanno lo scopo di proteggere i cittadini, ma al contrario, di zittire le voci del dissenso profondo che dilaga nel nostro Paese per il disinteresse mostrato verso le atrocità genocidarie dell’entità Sionista in Palestina.

03 maggio 2026

TORINO: LA RACCONTIAMO NOI


 



Il video è una risposta - ironica e provocatoria - a quello del Comune, peraltro pagato profumatamente,  che continua a mostrare una città che esiste solo nelle fiabe, o nell'immaginario di alcuni politici. 

La città reale, quella che le persone conoscono, perchè ci vivono, lavorano - sempre meno e sempre peggio, purtroppo - perchè ne utilizzano i servizi - che funzionano male, perchè ci sono meno risorse disponibili e molte di queste vengono impiegate per dare lustro ai cosidetti grandi eventi - si avvicina molto a quella di queste immagini, anche se naturalmente il nostro video è volutamente esagerato, e naturalmente parziale. 

Ricordiamoci che la campagna per il city branding costa 400.000 euro, e che il Comune di Torino ormai ha collezionato più city branding che buche nelle strade. Siamo proprio sicuri che quella cifra non potesse essere investita diversamente? 

l turismo, a differenza di quello che viene sbandierato, porta poche entrate dirette per il Comune, ma lavoro precario e spesso sottopagato nella filiera dell'ospitalità, che brilla per elusione fiscale e che geograficamente coincide con la Torino dei sogni di Lo Russo. 
I grandi eventi sono fuochi d'artificio, buoni per un selfie per dimostrare di essere stato vicino alla star di turno. 

 La cultura, invece, è formazione, biblioteche, laboratori, musei e spettacoli dove potere crescere, informarsi, acquisire competenze e quindi capacità di scelte e di critiche. Ma forse è proprio questo che Lor Signori non desiderano... 

29 aprile 2026

PRIMO MAGGIO DI LOTTA: PER IL LAVORO CONTRO LE GUERRE!



Saremo in piazza il Primo Maggio perché a Torino e in tutta Italia il lavoro non è mai stato così sfruttato e mal pagato e perché le Istituzioni, Comune compreso, intervengano attivamente per cambiare questa situazione. 

Perché le aziende ed anche gli enti pubblici smettano di sfruttare i lavorator@ attraverso gli appalti ed assumano direttamente. Specialmente nei servizi pubblici dove lavoro buono equivale a servizio buono.

Perché il nostro territorio non sia regalato alla speculazione edilizia, le aziende in crisi vengano riconvertite alla mobilità sostenibile e pubblica, alle tecnologie compatibili e non si finanzino con soldi pubblici i produttori di armi.

Perché i diritti e in particolare quello ad un giusto salario, valgano per tutti e tutte, senza distinzione di contratto, di sesso, di etnia, di età. 

Per impedire che siano i lavorator@ a pagare le conseguenze delle guerre volute da Usa e Israele e sostenute dai governi europei.

Per un mondo solidale, a misura di donne, uomini, bambini !

16 aprile 2026

L'ampliamento di Thales Alenia in corso Marche, un altro passo dell'industria bellica a Torino

 È dei giorni scorsi la notizia dell'ampliamento della Thales Alenia in corso Marche. Partiamo dai dubbi politici ed etici sulla espansione delle attività belliche. Thales e Leonardo sono tra le aziende europee che guadagnano miliardi di euro sul settore bellico ed è ormai palese falsità l'alibi delle produzioni dual use, che possono essere anche usate per scopi civili ma vengono concretamente progettate, finanziate, usate dagli eserciti di tutto il mondo per fare la guerra: pensiamo che queste iniziative, prima di essere sponsorizzate dai decisori pubblici dovrebbero almeno essere  discusse in sede politica e con i cittadini.

Anche perché un ampliamento degli edifici e delle attività, anche se il comune di Torino minimizza dicendo che la superficie occupata sarà  la stessa… ma  in alto! (vedi il modello Milano), avrà impatto sul traffico, sui parcheggi, sui servizi di zona , sulla qualità di vita del quartiere.

E allora bisognerebbe parlarne con i cittadini , valutarne scopi e impatti, cosa produrrà e chi lo finanzierà, quale occupazione comporterà, se merita l’entusiasmo del sindaco o se sarebbe più utile che il comune si dedicasse maggiormente alle “produzioni” con ricadute sociali (viste le scuole in stato di degrado, le chiusure di servizi sanitari, la riduzione dei trasporti e dei servizi assistenziali…).

E magari smentisse con i fatti il dubbio che il nuovo piano regolatore, il quale formalizza proprio in corso Marche una area di espansione denominata Spazio Futuro, sarà lo strumento per sostenere qualunque attività profittevole per i privati , scaricando costi e impatti sul pubblico.