Ecco qual è la prospettiva secondo Lo Russo e il suo assessore Carretta, di cui Corriere della Sera edizione Torino di oggi riporta a fine articolo le dichiarazioni: il turismo deve generare ricadute economiche ma anche sociali e culturali, in una più ampia trasformazione del territorio anche tramite il piano regolatore, con l'obiettivo dichiarato di costruire un'identità sempre più forte, mica fuffa...
Intanto per fare questa cosa il Comune ha rinunciato a 18 mila euro di entrate per l'occupazione del suolo pubblico e una cifra neppure dichiarata negli atti ufficiali per l'uso gratuito delle strutture economali, transenne soprattutto. A cui vanno aggiunti i costi per la gestione dell'ordine pubblico - che per il Comune significa utilizzo di Vigili Urbani a profusione in centro, e quasi assenza totale nelle altre parti della città - visto che piazza Castello e dintorni erano chiusi dal primo pomeriggio.
E che dire del contenuto del grande evento? Direttamente dal sito di Radio Kiss Kiss apprendiamo che si sono esibiti sul main stage Annalisa, Arisa, Clara, Delia, Ditonellapiaga, Ermal Meta, Frah Quintale, Francesco Gabbani, Gabry Ponte, Gaia, Irama, J-ax, Levante, Paola Iezzi,, Rosa Chemical, Serena Brancale, SKT. Tutti artisti molto conosciuti a livello televisivo, i cui live economicamente si sosterrebbero da soli, come capita di solito. Ma a Torino, no! Non sia mai che il Comune impedisca a 10.000 persone su 900.000 abitanti (e non si sa quanti arrivino da più lontano di Pianezza o Trofarello) di assistere a un evento di tale caratura internazionale!.
Non mettiamo in discussione il fatto che il 90% dei 607 esercizi ricettivi (dati del 2025) fossero pieni, ma tenendo presente anche l'altro evento che si svolgeva all'Allianz Stadium, sarebbe interessante chiedersi quanti fossero i turisti puri e quante persone si trovassero a Torino perchè coinvolte nella produzione dei mega eventi.
Certo ci viene il dubbio che se gli organizzatori avessero dovuto pagare quei 18 mila euro e i costi di gestione della piazza non sarebbero venuti a Torino.
I grandi eventi funzionano perché il Comune ci mette dei soldi direttamente o rinuncia a incassarne, ma qual è il ritorno al Comune di Torino del turismo? Cosa ne guadagnano gli abitanti di Mirafiori, Parella o la Barca, per non citare la solita Barriera di Milano? Solo qualche stipendio precario e basso di baristi camerieri e personale che pulisce gli hotel? Sono almeno stati organizzati incontri tra gli artisti e gli studenti di quei quartieri. Quanti di loro avranno mangiato dove mangiano i residenti di quei quartieri, quanti avranno vissuto i quartieri insieme agli abitanti.?
Forse nei quartieri centrali ci guadagnano i proprietari di case che affittano tramite booking, il solito meccanismo che premia la proprietà e non il lavoro e i ristoranti e i bar, che ormai appartengono a società?

