27 agosto 2026

UNA NUOVA INDUSTRIA - PER I BISOGNI SOCIALI E CONTRO LA GUERRA


 

MARTEDÌ 8 SETTEMBRE 2026
ore 18.00

presso il CENTRO STUDI
SERENO REGIS 
(via Garibaldi 13, Torino)

incontro pubblico

con 

Gianni Mannori (FIOM Mirafiori Stellantis)
Francesca Governa (Politecnico di Torino)
Stefano Valerio (ricercatore socio-economico))
Interventi e testimonianze dalla città e dai posti di lavoro
Introduce: Fausto Cristofari (L'Altra Torino)

 

*per un percorso di partecipazione alternativo alla crisi industriale e al lavoro povero; 
*per produzioni utili ai bisogni della cittadinanza; 
*per dire no all’ipotesi di far diventare Torino un Polo dell’industria della guerra.  

Da 60.000 a 11.000 dipendenti e da 1 milione a 30.000 auto prodotte: questa è la parabola di Mirafiori. Peggio ancora se parliamo dell’industria a Torino, che pure aveva un indotto capace di eccellenze come Comau, i designer di fama, oltre alle centinaia di “boite” sul territorio. 
Eppure, questo declino non era inevitabile: se la proprietà avesse investito sul futuro dell’auto sostenibile, se lo Stato e le Amministrazioni Locali si fossero preoccupati della mobilità complessiva e non avessero solo assecondato le decisioni della “famiglia” - quella che poi ha venduto e ora investe in sanità privata e moda - le cose avrebbero potuto andare diversamente.

Invece Torino è  passata, nell'indifferenza degli amministratori pubblici, dalle attività industriali al primato della rendita fondiaria (supermercati e Bed and Breakfast) dal lavoro metalmeccanico, ma anche chimico, duro ma tutelato, al lavoro nel turismo, nella ristorazione, nei servizi, spesso con occupazione precaria, salari da fame e scarse tutele. Percorsi analoghi si verificano anche nel pubblico, dove il lavoro stabile viene sostituito da cooperative poco sociali, appalti al ribasso e precarietà a raffica.

Non possiamo e non vogliamo rassegnarci ad un percorso in cui le poche “isole” di sviluppo siano le aziende belliche, che fanno soldi sul clima di guerra - per altro sfruttando il finanziamento pubblico - o le istituzioni finanziarie che rastrellano i risparmi della gente. 

Vogliamo batterci per una città dove l’industria produca beni utili ai consumatori e alla comunità, sostenibili per l’ambiente; che soddisfi i bisogni primari dei cittadini, dai trasporti alla salute, all'istruzione, senza affidarli alla speculazione del privato; che tuteli chi lavora, in qualunque settore lo faccia, a partire dai settori controllati dal pubblico.

Per questo L'Altra Torino inizia un confronto con tanti soggetti che operano in città, dai sindacati ai comitati ambientalisti, per identificare obbiettivi e strumenti per costruire un’altra Torino, fatta di industrie sostenibili, di servizi, di luoghi di incontro, in cui lavoro, ambiente, consumi  e qualità della vita non siano in contrasto tra loro.