15 settembre 2026

Gli avversari del Consiglio comunale sono i cittadini che vogliono partecipare e migliorare la loro città!

 


Il Consiglio comunale di Torino, ieri,  -  dopo aver stravolto la deliberazione di iniziativa popolare sul diritto alla casa e quella sulla tutela del verde pubblico urbano  - ha deciso per l'ennesima volta di non prendersi cura dei beni comuni respingendo la delibera di iniziativa popolare "Salvare l'acqua per salvare il futuro” presentata dal Comitato Acqua Pubblica Torino (qui il loro comunicato).

Lo schiaffo arriva non solo ai movimenti per l' acqua, ma  ai cittadini preoccupati per il progressivo trasformarsi della gestione di Smat da industriale a finanziaria, per il costante aumento della tariffa, per lo spreco idrico tanto più tragico nel quadro del cambiamento climatico in corso. I comitati da anni chiedono al comune di interessarsi di Smat non solo quando si tratta di incassare i dividendi e la risposta è questa: si respinge la proposta dei cittadini e si approva al suo posto una mozione verbosa, contorta e fuorviante .

Lo stesso schiaffo arrivato ai 2500 cittadini che avevano sottoscritto la proposta di delibera popolare, che chiedeva criteri molto più conservativi e di vietare l'abbattimento indiscriminato di intere alberate o di esemplari sani, completamente stravolta e svuotata dagli emendamenti del consiglio.

E ancora lo stesso schiaffo è arrivato alle migliaia di cittadini - ricordiamo che occorrono la presenza di un comitato promotore e la firma di amento 1500 cittadini titolari del diritto di voto a Torino - che chiedevano una decisa politica a favore del diritto all’abitare, approvato solo dopo modifiche che ne avevano svuotata la portata politica.

Quindi appare evidente che al Consiglio Comunale l’acqua piace, ma solo se è di rose, non certamente se si tratta di beni comuni pubblici da difendere, tutelare e ampliare, così come i cittadini piacciono solo quando invadono le strade per omaggiare il Sindaco o partecipano entusiasti a tutti i Grandi Eventi.

L’Altra Torino non solo è al fianco e sostiene attivamente le lotte dei comitati, ma chiederà una modifica degli strumenti di partecipazione popolare, affinché le istanze dei cittadini vengano prese nella dovuta considerazione.

Il 2027 potrebbe essere l'occasione giusta per una svolta posssibile.