24 luglio 2026

Libertà per il dott. Hussam Abu Safiya: finalmente il Comune di Torino si muove? 
Breve storia di un odg* arrivato, solo un po' tardi.

 

La fatica di un consigliere comunale di maggioranza che si affanna a costruire un documento da presentare in Consiglio comunale, per ottenere l’approvazione dei suoi colleghi, può dirsi premiata quando non saranno solo i componenti della sua maggioranza a dare un voto positivo. 
Il massimo della soddisfazione la proverà, il nostro ipotetico consigliere di maggioranza, quando, pur non avendo bisogno della loro approvazione, anche  quelli della cosiddetta opposizione si convinceranno che quell’odg, quelle parole su cui a lungo il nostro ha meditato, prima di depositarle a imperitura memoria sulla pagina bianca del suo portatile di servizio, quelle parole, dicevamo, sono buone e giuste anche per chi la pensa diversamente, almeno in quel caso. 

Noi di l’Altra Torino non siamo in grado di prevedere come risponderanno i consiglieri oppositori, ma possiamo esprimere qualche dubbio proprio sul contenuto del testo presentato

Intanto, nonostante Torino sia gemellata con Gaza dal 1999, non si sono viste nè sentite mai manifestazioni o dichiarazioni da parte del Consiglio comunale e nemmeno da parte del Sindaco, (e di quelli precedenti, peraltro)  a favore della popolazione palestinese. 
Nel documento sopra citato, non compare una sola parola di condanna e men che meno si accenna al tema del genocidio contro i Palestinesi. 

Dunque, pur apprezzando il gesto a favore del dott. Safiya, riconoscendo lo sforzo di organizzare una conferenza invitando Elias Abu Safya, il figlio del pediatra imprigionato da oltre cinquecentosessanta giorni, non possiamo non sottolineare che questa attenzione arriva con un clamoroso ritardo, facendo casualmente (?) seguito alle varie trasmissioni televisive a cui lo stesso Elias è stato invitato, da dove ha potuto lanciare il suo appello in favore del padre e di tutti i sanitari e degli oltre diecimila prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. 

A pensar male spesso ci si azzecca. Lo strazio che abbiamo percepito nella voce di Elias, la dignità con cui ci ha offerto le sue parole, sfortunatamente non trovano eco nelle generiche richieste contenute nell’odg del consigliere, che non abbiamo volutamente nominato. Il presidente della commissione legalità accoglie persino con garbo, e ci mancherebbe, le accuse di alcuni dei presenti (attiviste e attivisti di Torino per Gaza). 

Intanto il genocidio a Gaza continua e il dott. Safya rischia la morte nel peggior carcere israeliano.  

(*odg - ordine del giorno- se approvato dal Consiglio comunale, è l’atto con il quale esso esprime la propria posizione, o formula proposte e richieste, su questioni di rilevante interesse pubblico esulanti la competenza amministrativa del Comune. )