La cronaca nera cittadina ci offre da qualche tempo una fotografia della devastante situazione che sta vivendo una zona particolarmente difficile del quartiere Barriera di Milano.
Parliamo della zona conosciuta come parco Sempione, che assomiglia sempre meno ad un parco e sempre più ad un inferno dantesco.
Ovviamente sui quotidiani torinesi fa notizia solo il fatto di cronaca: il degrado, lo spaccio, le risse. Nessun tentativo di cercare quali siano le possibili ragioni, o almeno qualche indizio sul perché la loro gravità si stia intensificando.
Due giorni fa l’ultimo drammatico evento con lo spazio giornalistico occupato interamente dalla descrizione di questo angolo di Torino, come se non appartenesse al territorio torinese, come se si trattasse di una terra di nessuno nella quale ogni tanto fanno capolino, ovviamente a fatti compiuti e mai per prevenirli, le ffoo.
Ma anche l'amministrazione cittadina ci mette del suo: ha completamente e inspiegabilmente abbandonato questo luogo, consegnandolo, di fatto, al mondo di sotto della droga, con le conseguenze che si leggono sui giornali.
La stessa amministrazione che si propone come Capitale Europea della Cultura nel 2033 ha prima chiuso Todays - un progetto musicale tra i più validi nel panorama italiano che si svolgeva da quasi dieci anni proprio negli spazi gestiti dall’associazione Spazi Musicali - poi la stessa associazione - che resiste da 25 anni al numero 211 di via cigna, proponendo una
stagione di concerti da ottobre a giugno indirizzati ad un pubblico
prevalentemente giovane, proprio di fianco al parco Sempione - è stata esclusa dai finanziamenti per le attività estive. Risultato? Vuoto culturale totale! Nessuna più iniziativa di qualità rivolte ai giovani e agli adolescenti del
quartiere, come avveniva sino allo scorso anno, sempre a cura della medesima associazione.
Tutto questo non c'è più! Oggi, ogni tanto, arrivano le forze dell'ordine, che non hanno interesse a restituire questo luogo agli abitanti e ai gestori dello Spazio 211 i quali, lo ricordiamo hanno ottenuto, sulla base di un progetto approvato dall’amministrazione, la gestione per un ulteriore quadriennio.
Certamente la missione dell’Associazione Spazi Musicali non può essere quella di impedire che il degrado si impadronisca di spazi pubblici, ma sicuramente la sua presenza è stata determinante, per molto tempo, quale deterrente allo stanziarsi di persone dedite alle arrività che oggi si svolgono quotidianamente e che tanto indignano i giornali.
Il deterrente era rappresentato dalle migliaia di persone che affollavano i concerti serali durante l’estate, rendendo meno semplice lo svolgersi di spaccio e consumo alla luce del sole, come invece accade attualmente, aggiungendo degrado a degrado e privando i cittadini residenti in quella parte di quartiere, dell’unico polmone verde nelle vicinanze.
Sorge spontanea una domanda: come è possibile che l’Amministrazione, a parole così attenta a portare la cultura nelle periferie, come è possibile che non abbia notato, la cosiddetta Assessora alla cultura e il suo Sindaco, che il non aver finanziato le attività svolte sino all’estate scorsa, nello spazio protetto a disposizione dell’associazione Spazi Musicali, è stato un errore. Ma un errore e soprattutto una scelta che denota tutto il disinteresse verso il benessere delle persone che per decenni hanno potuto frequentare quel parco, che d’estate si trasformava in aula studio all’aperto e in centro di attività ludiche per i ragazzini delle scuole primarie e che concludeva la stagione a fine agosto ospitando, sino al 2023, il Todays Festival. Una scelta per favorire la cordata di amici che ha distrutto un decennio di bella musica in un ambiente pieno di giovani, meno giovani e positività, nella sicurezza garantita dalla professionalità dello staff di Spazio.
Non abbiamo notizia di giornalisti che si siano stracciati le vesti per Spazio 211, come accaduto per il Comala, la cui direzione, con ogni sorta di uscita ad uso politico e sostenuta da pezzi della maggioranza, è assurta in breve tempo a tempio di ogni libertà cittadina.
Dobbiamo supporre che dopo aver regalato tramite bando una manifestazione già molto ben avviata e già dotata di valore proprio come era Todays dopo nove anni di svolgimento, l’amministrazione abbia voluto dare un contentino ad altri amici affossando una delle realtà più innovative e interessanti nel panorama degli spazi musicali italiani?
Forse la disattenzione dell’amministrazione non è casuale ma pervicacemente legata a un’idea di gestione del potere che non prevede dialogo con i propri cittadini e si sottomette solo a chi gode della protezione di qualche boss politico locale.
Passare davanti a Spazio 211 è desolante.
L’abbandono e il degrado è testimoniato dai cumuli di immondizia sparsi sul prato del parco o gettati al di la della recinzione che circoscrive la struttura.
La città che non vuole vedere il disagio, quella che allontana dal salottino buono del centro i barboni e i drogati, collocandoli in zone zeppe di problemi sociali, quella città, rappresentata da una classe politica priva di qualsiasi idea di bene comune, ha evidentemente scelto di abbattere un progetto nato agli inizi degli anni 2000 e preso in carico da un gruppo di giovanissimi appassionati di cultura musicale.
La struttura all’epoca adibita in centro per le attività giovanili e per gli anziani, è divenuto nell’arco di pochi anni uno dei luoghi più interessanti della città, dal punto di vista della proposta musicale di altissima qualità sia offrendo sale prova ai gruppi che ne necessitavano, sia progettando, organizzando e realizzando festival musicali di notevole valore.
Quello che rischiamo di perdere non è solo un luogo fisico: perdiamo una visione, un modello di produzione di cultura e un utilizzo dello spazio pubblico rispettoso di quello che vive intorno a questo. Non possiamo lasciare che Spazio 211, il gruppo che gestisce la struttura e il suo giardino protetto, siano lasciati andare alla deriva commerciale che ha preso piede grazie a governi incapaci di valorizzare le proprie eccellenze, quelle vere!
