Per fortuna c’è La Stampa!
Se per caso qualcuno di noi si fosse abbattuto leggendo l’ultimo post da noi scritto sull’agonia di Spazio 211 e di Parco Sempione può tirare un sospiro di sollievo! E a quanti lo hanno commentato con preoccupazione più o meno estesa o con l’insensata richiesta di restituire una zona verde ai cittadini, ebbene abbiamo la risposta!
Le magnifiche sorti e progressive stanno arrivando anche in questa parte di città!
Nell’edizione torinese di oggi (16 luglio 2026) viene pubblicata un intervista con Luciano Mandiello, imprenditore, proprietario dal 2021 dell’area ex Gondrand con la sua società Ellemme che dichiara “A breve chiederemo i permessi a costruire al Comune, e poi inizieremo i lavori per aprire i primi fabbricati entro il primo trimestre del 2028”
Ma quali fabbricati? “Nascita del polo commerciale tra store di abbigliamento, palestre, diversi ristoranti e caffetterie, persino un Mac Donalds”
Già immaginiamo la gioia degli abitanti delle zone limitrofe… liberi di abbuffarsi di hamburger per poi smaltire il tutto in una palestra privata!
Ma non è tutto, ci informa l’articolo.
Non appena arriverà la metro 2 - questione di pochi mesi, immaginiamo, visto che l’annuncio è stato strombazzato su tutti i mass media, anche se al momento non risultano quasi atti e fatti concreti - un nuovo miracolo si appaleserà: la rifunzionalizzazione (sic) dell'ex Piscina Sempione, 23 mila metri quadrati che diventeranno un centro sportivo polifunzionale del colosso spagnolo del fitness Supera pronto a investire 20 milioni di euro, stando al project financing approvato dal Comune a marzo di quest’anno (ATTO N. DEL 122 del 10/03/2026).
Naturalmente la proposta non è pubblica, al fine di tutelarne la riservatezza dai cittadini che dovessero essere troppo curiosi. E neppure nel dispositivo della Deliberazione (che è la parte giuridicamente vincolante) si riprende quanto espresso nella narrativa della stessa (la proposta dovrà prevedere il convenzionamento con la Città per l’accesso alle attività sportive, compresa la promozione e realizzazione di corsi destinati alle famiglie e alle persone anziane, in un’area non adeguatamente provvista, nella realtà odierna, di servizi analoghi) ma senza ovviamente specificare come, dove, quanto, chi.
Perdonate la prolissa e sarcastica prima parte. La prima è necessaria perché se vogliamo opporci alla nuova cementificazione che sta per abbattersi sulla nostra città dobbiamo imparare la loro lingua e la seconda perché il sarcasmo e l’ironia servono per farci pensare, e forse anche arrabbiare.
Perché il dato politico è semplicemente questo: una Giunta Comunale, povera di mezzi - è vero - ma ancora più povera di idee che abdica completamente a quello che dovrebbe essere il suo ruolo, vale a dite tutelare i cittadini, offrire loro, a tutti noi, una città vivibile e sicura, attraverso la restituzione di spazi pubblici quali i parchi - oggi più che mai indispensabili - occasioni pubbliche di socializzazione e di cultura, sicurezza - con una vera opera di prevenzione, e non soltanto blitz buoni per titoli di giornali - insomma una vita da cittadini. Non è semplice, è vero, ma è per quello che sono stati eletti!
Invece la soluzione che Lor Signori di Palazzo Civico tirano fuori dal cilindro - scegliendo di non opporsi ai continui tagli di risorse cui sono sottoposti i Comuni - è privatizzare ogni volta pezzi di città al miglior, spesso unico, offerente, chiedendo in cambio una piccola elemosina in servizi che oltretutto rischiano di essere il boccone per il quale ci si dilania.
E il ridicolo, in questo caso davvero, è che non sono neppure originali! Si limitano a copiare i loro colleghi di Milano.
Se si ascoltano i contributi davvero illuminanti che Alessandro Volpi (link) MariaTeresa Roli (link) Paolo Berdini (link) hanno presentato durante l’iniziativa 1 luglio, ore 17.30: incontro pubblico sul nuovo Piano Regolatore si capisce come gli interventi che la Stampa oggi ci riporta siano soltanto l’inizio, l’archetipo se vogliamo, di quello che succederà a Torino non appena il Piano regolatore sarà approvato!
E in ogni caso, anche i progetti dei privati, che vanno inevitabilmente a incidere sulla cittadinanza, dovrebbero prevedere una qualche forma di riscontro e di verifica preventiva da parte della popolazione, avendo ben presente che il solo modo per evitare che poi tutto si traduca in gentrificazione è una forte programmazione, pubblica e partecipata, da parte del Comune.
Per questo torniamo con forza a ribadire che come Altra Torino condividiamo e sostieniamo le iniziative dal basso che comitati, movimenti, gruppi, associazioni e cittadin* singol* stanno portando avanti sollecitando dall'esterno l'amministrazione comunale a confrontarsi pubblicamente sul nuovo Piano Regolatore e a fornire risposta pubblica alle numerose osservazioni arrivate al suo progetto preliminare, visto che l’azione della Giunta fino a ora è stata soprattutto quella di sottrarsi al confronto pubblico e alle critiche puntuali che venivano fatte.
Sebbene non sia chiaro, in tutto questo fantastico maxi intervento edil-commerciale, cosa la Giunta pensa di fare a proposito del centro del protagonismo giovanile Spazio 211, noto a molti in giro per il mondo ma sconosciuto ai componenti dell'attuale compagine politica che finge di guidare il Comune, non siamo per nulla preoccupati: a loro ci penserà Palazzo Civico, offrendo a questi lavoratori di grande e riconosciuta professionalità la possibilità di riconvertirsi in figuranti dell’erigendo Museo Vivente La Barriera Che Fu, aperto a breve con gli oneri di urbanizzazione del polo commerciale, o alla peggio come animatori e bar-tender nelle palestre e nelle caffetterie del medesimo!
