20 agosto 2026

Mettete dell'acqua nei vostri cannoni

 


Nell'articolo "Smat e la ricerca militare, l'acqua è un bene da difendere", Repubblica ci informa dell'accordo siglato da Smat, società che gestisce il servizio idrico nella città Città Metropolitana, con l'Università di Torino, per sviluppare progetti volti a migliorare la tutela ambientale e le capacità di monitoraggio e prevenzione dei fenomeni meteorologici estremi.
 
La cosa è in sé un fatto positivo. Inquietante è che gli accordi consentano l'utilizzo dei risultati delle ricerche anche in ambito militare.
Certo, si pone Il limite della difesa dello Stato e della conformità alla Costituzione e al diritto internazionale ma, nella fase storica in cui viviamo, questi vincoli appaiono foglie di fico che non riescono a celare la militarizzazione di ogni ambito sociale e produttivo, fino a pochi anni fa impensabile.
In cosa si concretizzeranno questi accordi non lo sappiamo.
 
Quello che vorremmo sapere è cosa ne pensa il Comune di Torino, che di Smat possiede quasi 2/3 delle azioni?
Il tema non merita l'attenzione di una discussione in Consiglio Comunale, visto che si tratta di un bene essenziale e sempre più scarso (vedi siccità in corso) come l'acqua?
 
O dobbiamo ritenere che non ci sia motivo per discuterne, essendo gli accordi coerenti con l'appoggio incondizionato della nostra Amministrazione alla trasformazione di Torino da città dell'auto a città delle armi?
 
È troppo chiedere ai nostri media di occuparsi di tutto ciò? Magari sentendo anche cosa ne pensa chi, studenti e docenti, in questi mesi si è battuto contro la collaborazione tra università e industria bellica.
 
Sarebbe anche assai gradito che chi fa informazione la facesse a tutto tondo e non si limitasse a magnificare l'attività di ricerca di Smat. Ci chiediamo, infatti, perché la cittadinanza non abbia il diritto di sapere che le perdite dell'acquedotto a fine 2025 sfioravano il 39% dell'acqua immessa in rete. Il dato è in aumento, rispetto al 33,5% del 2021. Va notato che Arera, l'autorità di governo del servizio idrico, pone come soglia di "qualità" del servizio un livello di perdite non superiore al 20%.
Per appurare tutto ciò serviva sfogliare la relazione all'ultimo bilancio Smat, come ha fatto il Comitato Acqua Pubblica Torino, il cui comunicato stampa in merito è stato totalmente ignorato.
 
Crediamo sia doveroso investire prioritariamente nella sostituzione di tubature molto spesso vetuste e colabrodo. I progetti di ricerca sono un ottima cosa, molto meno se indirizzati verso non meglio precisati scopi militari.
 
Salvo che non si vogliano sostenere le folli politiche di riarmo e di preparazione alla guerra con la spauracchio del "nemico" pronto ad attaccarci, la difesa dell'acqua la si fa con gli opportuni investimenti per combattere siccità e cambiamento climatico. Altri nemici non ve ne sono.