03 luglio 2026

DI CHI E’ TORINO? Il nuovo Piano Regolatore,
 tra bene comune e speculazione





Ieri, 1 luglio, si è tenuto l’incontro pubblico sul nuovo Piano Regolatore, in una sala piena e interessata. Di spessore gli interventi  di   Maria Teresa ROLI (Italia Nostra),  Alessandro VOLPI  (Università di Pisa), Paolo BERDINI (Urbanista) che hanno affrontato il problema da prospettive diverse. 

Gli elementi emersi sono sostanzialmente che si tratta  di un PRG teso a facilitare il privato, a fronte di una presenza pubblica assai vaga e senza un progetto definito, la molto probabile presenza di Società private gestrici di fondi - tra questi anche il Fondo Cometa dei metalmeccanici -  che naturalmente devono garantire la massima redditività possibile, con accordi con grandi Società immobiliari.   
Si tratta comunque di meccanismi che confliggono con la partecipazione dei cittadini.  Occorre frenare la finanziarizzazione, opponendosi alla liberalizzazione dei Fondi pensione e alla depoliticizzazione dei processi (che equivale a meno controlli), sapendo che ai Comuni la programmazione urbana resta una delle poche questioni su cui possono incidere
Anche dal Piano Casa del Governo  si rischia un ulteriore scempio urbano. Infatti la legge attualmente in discussione prevede la possibilità che a fronte di  un investimento superiore a un miliardo di euro, lo stato interviene con un Commissario ad hoc in deroga a ogni pur pallido tentativo di regolamentazione comunale. Insomma la prospettiva è quella di una mutazione genetica delle città con l’espulsione dalle stesse delle fasce più deboli economicamente e socialmente invece che concretizzare la necessità ormai inderogabile di sviluppo di  circuiti verdi.

Fra i temi proposti  dal pubblico al termine degli interventi il processo mondiale di crescita della rendita fondiaria, il legame con la crisi climatica, la lotta contro la finanziarizzazione (che è un cappio per le città senza soldi), il “che fare” dopo l’approvazione del PRG, la necessità di limitare (o bloccare) le nuove edificazioni.

A breve pubblicheremo i video con i contributi integrali, (nel frattempo una breve sintesi degli interventi si trova nella scheda allegata) e stiamo preparando un dossier il più informativo possibile, perché come Percorso Torino 2027 riteniamo, come abbiamo già esplicitato più volte,  che il tema del nuovo Piano Regolatore  - che sarebbe meglio definire, come è stato proposto,  piano Deregolatore, tocca ciascuno di noi come cittadine e cittadini. Rivendichiamo il diritto di essere informati sul nuovo disegno di città che va concretizzarsi, distante dai bisogni degli abitanti e invece vicina a chi cerca investimenti lucrosi.

Ribadiamo che come Percorso Torino 2027 condividiamo e sostieniamo le iniziative  dal basso che comitati, movimenti, gruppi, associazioni e cittadin* singol* stanno portando avanti  sollecitando dall'esterno l'amministrazione comunale a confrontarsi pubblicamente sul nuovo Piano Regolatore e a fornire risposta pubblica alle numerose osservazioni arrivate al suo progetto preliminare, visto che l’azione della Giunta  fino a ora è stata soprattutto quella di sottrarsi al confronto pubblico e alle critiche puntuali che venivano fatte.

Inoltre, a fronte di una delibera del Consiglio Comunale  (la  123/2026  del 16/03/2026), fumosa e piena solo di termini quali adattivo, inclusivo e innovativo che nulla significano, ma che è stata votata  con 24 voti favorevoli, compresi quelli dei consiglieri di Sinistra Ecologista e senza un voto contrario, neppure dalla cosiddetta opposizione, i cui consiglieri risultano assenti dall'aula o considerati assenti, diventa necessario che alle prossime elezioni amministrative del 2027, alle quali vogliamo prendere parte, possa essere eletta nel Consiglio Comunale una rappresentanza che porti  al suo interno le istanze della cittadinanza e riporti al suo esterno quanto succede in aula.